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Juve bruttina e letale: ecco la differenza con Sarri e Pirlo

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Juve bruttina e letale: ecco la differenza con Sarri e Pirlo. I bianconeri inanellano di Allegri il sesto successo consecutivo

Il corto muso non è soltanto uno stile, ma una filosofia, a volte una necessità, quasi sempre una via d’uscita in situazioni delicate. Il quarto 1-0 consecutivo certifica che la Juve ha trovato un punto di equilibrio – sicuramente non definitivo – ma efficace. E invertire il trend di inizio stagione inanellando la sesta vittoria consecutiva aumenta l’autostima e rilancia le ambizioni di una squadra che poco di più di un mese fa sembrava spacciata su tutti i fronti. Invece è sbocciata in Champions, in testa al girone con la terza vittoria consecutiva, e domenica ha l’occasionissima di agganciare l’Inter in classifica: chi lo avrebbe detto appena un mese fa.

Allegri è il primo a sapere che c’è ancora parecchio da fare per sfruttare a pieno le potenzialità di un gruppo che sta imparando a conoscere settimana dopo settimana. Alcuni giocatori sono ancora in rodaggio (Arthur e Dybala su tutti), altri vanno ancora scoperti (Kaio Jorge e in parte Kulusevski). Ma intanto in questo momento era importante dare un segnale, tornare a vincere, a fare la Juve. E per riuscirci i bianconeri hanno scelto la strada che conoscono meglio, quasi a memoria, “riscoprendo il piacere di difendere”, anche soffrendo, o giocando da provinciale come contro il Chelsea. Blindando la porta grazie all’esperienza della vecchia guardia (Bonucci e Chiellini) e portando a casa anche le partite sporche, con quella di San Pietroburgo: Juve bruttina ma letale. Allegri riesce a calibrare la squadra in base ai momenti e alle esigenze, portando a casa i tre punti anche senza brillare. Ecco la vera differenza rispetto a Sarri e Pirlo, incapaci di scindere risultati e bel gioco. A volte meglio una vittoria sporca di un bellissimo pareggio.