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Juve, quarto posto obbligatorio o rischio ridimensionamento. Cosa succede sul mercato se si manca la Champions

Juve, quarto posto obbligatorio o rischio ridimensionamento. Cosa succede se si manca il quarto posto che vale la Champions
La Juventus di Luciano Spalletti si trova di fronte al primo vero momento di difficoltà della gestione del tecnico toscano. Dopo quattro partite consecutive senza vittorie, l’aria alla Continassa si è fatta pesante: il pesante 5-2 subito a Istanbul non ha solo messo un’ipoteca sulla qualificazione agli ottavi di Champions League, ma ha acceso una spia rossa anche sui conti del club.
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Il peso economico del fallimento
L’eventuale eliminazione per mano del Galatasaray non sarebbe solo un danno d’immagine, ma un colpo durissimo al bilancio. In ballo c’è un tesoretto da circa 15 milioni di euro:
- 11 milioni legati al premio UEFA per l’accesso agli ottavi.
- 4 milioni circa di mancato incasso dal botteghino per la sfida interna contro una big (Tottenham o Liverpool).
Con la Coppa Italia già sfumata, il quarto posto in Serie A è diventato l’unico vero obiettivo vitale. Senza l’ossigeno della Champions, il progetto tecnico subirebbe un brusco ridimensionamento, costringendo l’AD Damien Comolli a un mercato estremamente limitato o a al sacrificio di un pezzo grosso della rosa. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.
Un calendario senza tregua
Il cammino in campionato è stato complicato dal pari con la Lazio e dalla sconfitta nel Derby d’Italia. Ora, lo staff di Spalletti deve gestire una duplice pressione: preparare la “mission impossible” della rimonta europea senza però perdere terreno negli scontri diretti domestici. Il trittico che attende Locatelli e compagni è da brividi:
- Sabato all’Allianz Stadium contro il Como.
- Mercoledì il ritorno di fuoco con il Galatasaray.
- La domenica successiva il big match all’Olimpico contro la Roma.
Senza una sterzata immediata, la Juventus rischierebbe di trovarsi a un bivio drammatico già a marzo: ridimensionare le ambizioni estive o mettere sul mercato un “big” per finanziare la rosa. Solo i risultati potranno scacciare questo incubo.