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Juventus, come distruggere una dinastia in 3 mosse

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Juventus, come distruggere una dinastia in 3 mosse. Ecco il commento dopo la pesante sconfitta contro il Milan

(di Sandro Dall’Agnol) – C’è poco da girarci attorno, la Juve non esiste più. O meglio, non esiste più quella squadra (e quella società) che per quasi un decennio ha dominato in lungo e in largo il calcio italiano e raggiunto il top anche a livello continentale.

Insomma, è bastata meno di una stagione per cancellare il recente e glorioso passato. Ma la genesi del fallimento, al netto di una corsa Champions League ancora aperta e di una finale di Coppa Italia da giocarsi, va ricercata più in profondità. Ecco i tre principali capi d’imputazione che pendono sui vertici della società bianconera.

DIREZIONE CERVELLOTICA – In un gruppo ormai pronto per l’ultimo step, basta inserire il miglior calciatore del mondo per conquistare la Champions League. Il teorema con cui sbarcò a Torino Cristiano Ronaldo è clamorosamente naufragato, punto d’avvio di un tourbillon di mercato e di gestione sportiva caotica.

La separazione da Beppe Marotta ha responsabilizzato oltre modo Paratici e Nedved, ma a conti fatti il direttivo della Juve ne ha azzeccate pochissime. Acquisti onerosi e sballati, da Rabiot a Ramsey passando per Arthur, e la costruzione nel complesso di una rosa ben poco equilibrata e con evidenti mancanze.

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