LAVAGNA TATTICA – Bonucci e le difficoltà difensive della Juve di Pirlo

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Bonucci è stato molto in difficoltà durante Roma-Juve. La squadra di Pirlo ha sofferto tanto

Difficoltà in fase di non possesso

Ieri abbiamo scritto sulle difficoltà offensive della Juve di Pirlo. I bianconeri hanno molto sofferto il pressing della Roma, con la circolazione dal basso che ha avuto difficoltà a trovare l’uomo libero dietro il centrocampo giallorosso. Le punte sono state così poco coinvolte, i difensori hanno faticato a trovarli: soprattutto Morata, troppo vicino a Cristiano Ronaldo, è stato quasi escluso dalla manovra. Mancava qualcuno che venisse incontro, di conseguenza c’era troppa distanza tra i due mediani e gli attaccanti.

La Juve ha però ballato molto anche dietro. Va specificato che Pirlo intende fare un calcio difficile, che mira a controllare il gioco e a recuperare palla non appena la si perde, quindi in zone molto avanzate del campo. In ogni conferenza, l’allenatore bresciano si concentra sull’importanza della riaggressione, sottolineando che è la principale caratteristica dei top club di oggi. La squadra deve emozionarsi, secondo lui, nel recuperare palla in avanti.

Le transizioni difensive nel 3-2-5

Abbiamo imparato a conoscere lo scaglionamento della Juventus di Pirlo. Si tratta di un 4-4-2 senza palla che in fase di possesso diventa un 3-2-5. La voglia è quindi quella di attaccare con tanti uomini: va da sé che c’è tanto campo alle spalle, di conseguenza il rischio è di concedere ripartenze pericolose ogni volta che si perde palla. Le transizioni difensive e le marcature preventive devono funzionare bene, per essere posizionati bene a palla persa.

Ciò non è però avvenuto contro la Roma. La Juve, a causa di un possesso palla insufficiente, ha commesso tanti errori tecnici nella trequarti giallorossa, generando così tanti contropiede. In questo contesto, McKennie soprattutto ha sofferto, visto che molte sue imprecisioni nel palleggio hanno lanciato gli avversari in porta.

L’aspetto preoccupante è stata l‘eccessiva distanza tra difesa e centrocampo: i 3 dietro non accorciavano, di conseguenza c’erano praterie in mezzo e tanto spazio tra i diversi reparti. Mkhitaryan in particolare si è distinto per diverse conduzioni in campo aperto che hanno spaccato in due le linee bianconere (basti pensare all’occasionissima di inizio match).

Dopo l’errore di McKennie, la Juve ha 6 uomini sopra la linea della palla. I 3 dietro non accorciano, restano bloccati. Di conseguenza, non appena recupera il possesso, la Roma ha tanto spazio.

Insomma, Pirlo vuole fare un calcio ambizioso e aggressivo, ma deve assolutamente migliorare l’efficacia della riaggressione. All’Olimpico si è visto quanto sia pericoloso avere reparti lunghi e sfilacciati. Sarà difficile rinunciare nelle prossime settimane (o mesi) a De Ligt e Demiral: la Juve ha bisogno di una difesa che accorci bene in avanti, solo così il gegenpressing di Pirlo può funzionare. All’Olimpico, il reparto arretrato è invece stato troppo passivo. Inoltre, la scarsa qualità tecnica dei due mediani bianconeri ha fatto perdere tante volte palla, con la Roma che è potuta ripartire in velocità.

Bonucci soffre Dzeko

Oltre che in transizione, la Roma per risalire (e rendersi pericolosa) si è aggrappata molto alla solita strategia: ossia, appoggiarsi su Dzeko e sulla sua straordinaria capacità di ripulire i palloni (sia alti che bassi) che arrivano da dietro. Si è confermato lo straordinario regista offensivo che tutti noi conosciamo, con strepitosi movimenti a venire incontro che venivano seguiti da aperture perfette sui trequartisti o gli esterni. Nessuno riusciva a prendere le contromisure.

Per fortuna di Pirlo, la qualità della sua prestazione non è stata accompagnata da un adeguato cinismo negli ultimi metri. Dzeko si è infatti divorato due gol che sono costati la vittoria alla Roma, due occasioni tra l’altro nate proprio da giocate decisive del bosniaco. Nella prima, si era smarcato libero tra le linee e aveva smistato il gioco a sinistra: nella seconda, aveva saltato Chiellini e allargato poi a destra.

L’azione del palo. La Roma supera il pressing della Juve trovando Dzeko tra le linee. La difesa bianconera è messa male.

Per quanto il bosniaco sia un maestro nel gioco spalle alla porta, va detto che la difesa della Juve non è certo stata irreprensibile. In particolare, Bonucci si è fatto costantemente anticipare dall’ex City quando la Roma ha verticalizzato su di lui. I duelli venivano costantemente vinti dal bosniaco, che spalle alla porta è stato dominante contro il difensore viterbese.

Due situazioni in cui Dzeko prevale su Bonucci e fa guadagnare metri alla sua squadra, con la Roma che così può attaccare la profondità.

Nonostante l’assenza di grande varietà offensiva, la Roma ha ripetutamente messo in crisi il sistema difensiva della Juve: con troppa facilità i giallorossi si sono resi pericolosi. Pirlo ha molto lavoro da fare per rendere efficace ed equilibrato il calcio che ha in mente.

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