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LAVAGNA TATTICA – L’evoluzione di McKennie in numeri: il dato

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Il McKennie della Juve tira e rifinisce molto di più rispetto al giocatore visto in Germania. I dati lo dimostrano con chiarezza

Su questa rubrica abbiamo scritto molte volte dell’evoluzione tattica avuta da Weston McKennie nel suo primo ano alla Juve. Il texano era venuto a Torino con la nomea di mediano d’equilibirio, un incontrista con caratteristiche soprattutto difensive. Ed infatti, è stato proprio come mediano a due che ha iniziato la stagione. Tuttavia, Pirlo e lo staff tecnico si sono resi conto, con il passare delle settimane, delle grandi qualità che l’ex Schalke ha nei movimenti senza palla.

McKennie si è così trasformato in un incursore, una mezzala con compiti soprattutto offensivi. E’ sempre pronto ad aggredire gli spazi e a buttarsi dentro, lo vediamo spesso riempire l’area e agire sulla stessa linea delle punte.  Lo scaglionamento tipo della Juve oggi vede un doppio mediano più bloccato (Arthur e Bentancur se stanno bene) con McKennie più alto e avanzato.

I dati mostrano con chiarezza quanto l’ex Schalke sia cambiato. Oltre ad avere già superato il suo record di gol in un singolo campionato (4 reti in 1228′, mai aveva superato i 3), in generale è aumentato parecchio il numero di tiri e la loro pericolosità. Oggi tira 1.61 volte per 90′, mentre mai aveva superato le 1.39 conclusioni. Ma più che la quantità, è aumentata drasticamente la qualità delle occasioni.

Oggi McKennie totalizza 0.28 Expected Goal ogni 90′, che è addirittura quasi il triplo della sua performance standard ai tempi dello Schalke. Vuol dire che tira da più vicino, in zone del campo molto più pericolose. Anche il suo contributo in zona di rifinitura si è alzato a dismisura, genera molte più occasioni rispetto all’avventura tedesca. Con 0.27 Expected Assists, è uno dei bianconeri che produce le chance più pericolose. Fa tirare in porta un compagno 1,61 volte per 90′ (curiosamente, lo stesso numero dei tiri), mentre allo Schalke non aveva mai superato, nel migliore dei casi, gli 0.98.

Insomma, lo statunitense è un giocatore diverso, che rispetto al passato ha aumentato drasticamente i numeri nella trequarti avversaria. Tira e rifinisce molto di più. In una stagione complicata per la Juve, avere scoperto le sue migliori doti è una delle poche notizie positive in chiave futura.