LAVAGNA TATTICA – L’importanza di Bonucci nel palleggio della Juve di Pirlo

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La Juve di Pirlo ha esordito con una vittoria convincente. Leonardo Bonucci è stato tra i migliori in campo

Il 3-2-5 della Juve di Pirlo

In Juve-Sampdoria, si sono visti con evidenza i principi di Pirlo (già emersi nell’amichevole contro il Novara). In fase di possesso, i bianconeri si schierano con un evidente 3-2-5: McKennie e Rabiot hanno agito da doppi mediani, mentre Ronaldo, Kulusevski e Ramsey hanno giocato molto stretti tra di loro. La Juve ha costruito occasioni con facilità, ha dimostrato di saper attaccare più modi. Ha effettuato molti cambi di gioco sul lato debole, con i quinti costantemente alti (una novità rispetto a Sarri, che quasi rinunciava a occupare l’ampiezza).

Ha però attaccato anche molto bene per vie centrali, con tante combinazioni e fraseggi di grande livello (soprattutto grazie a un grande Ramsey). C’è un’indole più rapida e verticale rispetto al passato, con gli avversari confusi su come difendere: non sanno mai se la Juve gioca fuori o dentro.

I bianconeri sono stati molto bravi a creare spazi. Spesso si faceva tanta densità in mezzo per poi allargare il gioco sui quinti molto alti: altre volte, quando il centro era bloccato, si allargava in fascia per dilatare le maglie avversarie e tornare poi in mezzo, con i mediani liberi di ricevere.

Un esempio qui. La Juve allarga su Cuadrado e torna poi al centro, con Rabiot libero di ricevere e cambiare poi il gioco su Frabotta. La palla gira velocemente.

In questo contesto si è vista l’importanza di Bonucci, il regista arretrato della Juve: il difensore viterbese ha effettuato ben 72 passaggi.

L’importanza di Bonucci

Più che la quantità, è importante analizzare la qualità e l’importanza delle sue giocate. Avere un difensore con tali capacità balistiche e una simile visione di gioco aiuta molto la risalita del campo, perché dà tante possibili situazioni di vantaggio.

Tra le varie cose, Bonucci ha effettuato tantissimi cambi di gioco millimetrici sul lato di Frabotta, col quinto servito sempre sulla corsa. La capacità dell’ex Milan di fare queste sventagliate improvvise dà tanta imprevedibilità alla Juve, che sfrutta così molto bene l’ampiezza del campo. Ben 8 passaggi lunghi riusciti per Bonucci, record del match.

 

Uno dei molti cambi di gioco di Bonucci, che trova Frabotta a sinistra.

Come detto, i bianconeri non si sono però limitati ad allargare il gioco. Hanno anzi palleggiato molto bene per vie interne: Bonucci ha effettuato tanti preziosi filtranti tra le linee, che hanno consentito di trovare le punte alle spalle del centrocampo avversario. L’ex Milan ha quindi dato verticalità alla manovra, i suoi passaggi consentivano di superare costantemente linee di pressione. Ramsey in particolare è stato servito tante volte tra le linee del difensore viterbese.

 

Due filtranti di Bonucci che trovano le punte.

Con Sarri, la Juve rinunciava ai cambi di campo: l’intera squadra era stretta in pochi metri perché l’intenzione era di sfondare con combinazioni di prima per vie centrali. Al contrario, oggi Bonucci ha modo di sfoggiare l’intero suo repertorio per quanto riguarda la fase di possesso, alternando verticalizzazioni centrali a cambi di gioco sugli esterni. I corridoi verticali davanti a sé sono sempre occupati, ci sono soluzioni di passaggio in ogni zona.

Più protezione nelle ripartenze

Come detto, la Juve imposta a 3 difende a 4. La voglia è quella di recuperare il pallone non appena lo si perde, con un’intensa riaggressione in zona palla. In questo contesto tattico, Bonucci è più protetto: quando gli avversari recuperano palla, ha sempre i “braccetti” (Danilo e Chiellini nel caso di Juve-Sampdoria) che lo coprono. Visto che non sempre Bonucci è tempestivo nell’accorciare e difendere in avanti, la presenza di due giocatori aggressivi a fianco a sé lo aiuta.

Dopo Ramsey e Kulusevski, Bonucci è stato probabilmente il migliore in campo della Juve. Il 3-2-5 di Pirlo sembra valorizzare anche lui.

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