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LAVAGNA TATTICA – Perché Danilo è stato prezioso contro il Genoa

Jacopo Azzolini

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juve danilo

Oltre all’assist per McKennie, Danilo si è distinto per tante giocate preziose in Juve-Genoa. I suoi movimenti hanno creato diverse occasioni

Come ha giocato la Juve

Ieri abbiamo scritto del pessimo avvio di secondo tempo della Juve, tutto il contrario di una prima frazione in si era vista una squadra fluida e brillante come non succedeva da mesi. Finalmente la palla girava velocemente e c’era tanto smarcamento da parte dei giocatori, senza quella lentissima circolazione che andava da un esterno all’altro del campo (con la manovra che poi si bloccava). Nel complesso, Danilo è stato forse il giocatore bianconero più costante nei 90′, impegnato in più posizioni ma sempre preziosissimo.

L’ex City inizialmente è stato impegnato nella sua solita posizione ibrida di questa stagione: senza palla, agiva da terzino sinistro di una difesa a 4; in fase di possesso, rimaneva invece più stretto e bloccato, sulla stessa linea di De Ligt e Chiellini. Al contrario, sull’altro lato Cuadrado si alzava per dare ampiezza. In tal modo, si formava un qualcosa di simile al 3-2-5 di inizio stagione su possesso consolidato.

Si vede qui, con Danilo che è più bloccato.

Le sovrapposizioni di Danilo

Abbiamo commentato tante volte l’importanza di Danilo quando gioca in questa posizione di “falso terzino”, visto che si esalta nell’agire in posizioni più strette e bloccate del campo: a volte, soprattutto contro le squadre chiuse, aveva però il difetto di essere un po’ troppo statico. Troppe poche volte si sganciava in avanti, era come se la Juve regalasse un uomo agli avversari. Al contrario, sue sovrapposizioni (sia interne che esterne) più costanti avrebbe aiutato la Juventus nell’attaccare meglio le difese schierate.

Contro il Genoa, Danilo si è inseriito spesso in avanti con smarcamenti molto intelligenti che consentivano di bucare le linee avversarie e supportare i compagni: sia con corse dentro al campo, sia con sovrapposizioni esterne (da terzino classico). Il brasiliano sapeva leggere molto bene la singola situazione, effettuando corse improvvise che il Genoa faticava a leggere.

 

Danilo si muove tra le linee

Nelle slide sopra, per esempio, vediamo due situazioni in cui è lui che si alza per dare ampiezza, con Cuadrado che al contrario resta più stretto e bloccato. Nella prima azione, la Juve fa girare bene palla da destra a sinistra, con Danilo che – ben servito da Rabiot – accompagna l’azione e va a riempire lo spazio liberato bene da Chiesa, occupando l’ampiezza. Nella seconda, supporta molto bene l’ex Fiorentina in una corsa in campo aperto: defilandosi, consente a Chiesa di stringersi e di poter così calciare in porta. Due movimenti che esprimono bene la fluidità della Juve di ieri.

 

Come abbiamo scritto sopra, lo abbiamo visto molto bene – come al solito – anche per tracce più interne. Nell’azione sopra, per esempio, combina bene con Ronaldo (che si apre) e si inserisce in avanti, con la Juventus che per l’ennesima volta può attaccare il Genoa in campo aperto.

Nella ripresa, con l’uscita di Cuadrado, Pirlo schiera il brasiliano a destra: sarà proprio Danilo a confezionar l’assist per McKennie, mettendo l’americano davanti al portiere con un preciso filtrante. Insomma, è stata una prova che ha confermato quanto l’ex Manchester City sia molto prezioso per la Juve. Oltre alle qualità tecniche nel palleggio, i suoi smarcamenti intelligenti consentivano costantemente alla manovra di progredire, con la Juve che così si trovava in superiorità posizionale. In queste ultime partite, abbiamo visto Danilo spingersi di più in avanti rispetto al solito: la rifinitura bianconera ne ha tratto vantaggio

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