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Marotta: «Paratici? Non parliamo tanto, c’è rivalità con la Juve»

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Beppe Marotta, ad dell’Inter, ha parlato a margine dell’evento “Lo Sport che verrà” organizzato dal Foglio Sportivo

Beppe Marotta, ad dell’Inter, ha parlato durante l’evento “Lo Sport che verrà” organizzato dal Foglio Sportivo. Le sue parole.

PERDITE – «Noi come Inter solo di mancati introiti dello stadio abbiamo perso 70 milioni. Significa aver perso introiti pari a 4 mensilità».

CONTESTAZIONE TIFOSI – «Ieri c’è stata una contestazione sotto la sede dell’Inter. E la cosa più semplice che ho ritenuto fare è stato confrontarmi con 3 rappresentanti. Ho fatto solo la fotografia della situazione. La Curva ha capito e ha compreso e si è visto nel comunicato di oggi».

TETTO AI SALARI – «Nel calcio non si può mettere tetto ai salari. Ma è stata introdotta una norma dal 2021/2022.Non si può aumentare la voce costo del lavoro rispetto al consuntivo di costo che hai al 30 giugno di quest’anno. E nelle annate successive devi addirittura ridurre del 15 e 20%».

SCUDETTO E CONTE – «Quando sono arrivato all’Inter non pensavo di poter vincere lo scudetto in due anni. Ovviamente grande merito è dell’allenatore. E io ho provato una fortissima emozione. Conte non resiste più di 2 anni in un club? Diciamo che adesso sono le statistiche che lo dicono. Lui è un vincente e vince attraverso un percorso molto dispendioso di energie. Produce grande sforzo. Ma lui ha il Dna del vincente, ha proprio la sindrome della vittoria».

ALLENATORE – «Entro stasera ufficiosamente arriviamo al nuovo allenatore».

PARATICI E JUVE – «Il calcio è un ambiente in generale che brucia tutto con fracilità estrema ed è in grado di cancellare tensione che si generano. È un mondo particolare, in cui si dimentica facilmente, in cui rancori non si consumano a lungo. Pace con Paratici? Non ho rancore, è stata delusione perché se investo su una persona, nel senso di una amicizia, io sono disposto a dare tutto e altrettanto mi aspetto di ricevere. Non ho rancore, gli auguro ogni bene. Ci parliamo, ci parliamo poco ma anche perché non c’era occasione e c’era rivalità con la Juve».