Montero non ha dubbi: «Yildiz ha espresso solo il 70%. Diventerà uno dei migliori al mondo. Lui e Huijsen dovevo portarli via dal campo»
Hanno Detto

Montero non ha dubbi: «Yildiz ha espresso solo il 70%. Diventerà uno dei migliori al mondo. Lui e Huijsen dovevo portarli via dal campo»

Montero in un’intervista ai microfoni Tuttosport ha parlato di Juve, ma si è soffermato anche su Yildiz e Huijsen. Le sue parole

Paolo Montero conosce a fondo le dinamiche di chi sceglie di lasciare il proprio Paese a soli diciannove anni con la speranza di affermarsi in Italia. Un bagaglio colmo di talento, ma inevitabilmente gravato dai desideri e dal peso delle aspettative. La gestione dei giovani talenti richiede una comprensione profonda, poiché la pressione rischia di paralizzare anche i profili più promettenti.

A margine della presentazione dei primi nomi della European Golden Boy Top 100, l’ex difensore della Juventus ai microfoni di Tuttosport ha ripercorso la propria esperienza spiegando l’importanza del dialogo e della crescita caratteriale. «Ho cercato di apprendere e rubare il meglio dei tanti professionisti con cui ho lavorato nel corso della carriera. Da Lippi a Prandelli, passando per Mondonico, Guidolin, Percassi. Da loro ho appreso che è fondamentale instaurare un rapporto personale con il calciatore. Il confronto è fondamentale. Loro ti osservano e misurano continuamente. Comprendono subito se capisci di calcio o meno».

Ultimissime Juve LIVE: le principali notizie di giornata

Nella valutazione del potenziale dei calciatori, l’atteggiamento quotidiano fa tutta la differenza: «Normalmente ne osservo la postura in campo. Come si muove con e senza palla. Faccio sempre l’esempio di Yildiz e Huijsen. Bastava guardarli entrare nel campo di allenamento il lunedì per capire che sarebbero diventati due fuoriclasse assoluti». Il tecnico sottolinea come la cultura del lavoro nel calcio sia la vera discriminante: «Avevano la giusta mentalità. Non li ho mai visti andare ai due all’ora in allenamento. Ci mettevano tutta la foga possibile. Il talento è un dono della natura ma, credetemi, non basta. È il lavoro la discriminante che transforma giocatori promettenti in profili top. E loro due lavoravano come degli animali. Poi avevano una qualità non indifferente».

Questa attitudine include la costante fame di imparare dei giovani: «La curiosità. Mi facevano decine di domande e ascoltavano sempre con attenzione ciò che avevo da dirgli. Erano umilissimi. Capitava più volte che dovessi portarli via a forza dai campi di Vinovo perché si fermavano a provare i piazzati o a sfidarsi in giochini tutti loro. Comportamenti che 20 anni fa rientravano nell’ordine della normalità. Menotti mi ha insegnato che se è vero che l’allenatore deve cercare in tutti i modi di stimolare i giovani per aiutarli a crescere, è altrettanto vero che sono loro a dover stimolare te. E loro lo facevano alla grandissima. Avevo voglia di allenarli».

L’ex difensore analizza i margini di crescita di Yildiz: «Credo che fin qui abbiamo visto giusto il 70% del suo reale potenziale. È un perfezionista e sta aggiungendo di stagione in stagione un dettaglio per volta. Diventerà uno dei miglior al mondo. Ne sono certo».

Parlando della formazione nei campionati minori, Montero sottolinea la necessità di dare spazio e continuità: «Ed è una roba che non capirò mai. L’altro giorno sono andato a vedere mio figlio giocare e in campo c’erano 6/7 giocatori del 2007. Dovrebbe essere la normalità perché parliamo di una realtà super formativa. Incontri giocatori esperti, spesso con buoni trascorsi in Serie A. Confrontarti con loro di domenica in domenica non può che aiutarti. A patto che ti sia data l’opportunità di farlo con continuità. In Italia c’è troppa poca pazienza. Bisogna permettere a questi ragazzi di sbagliare, sbagliare e risbagliare ancora. Esattamente ciò che ha fatto la Spagna negli ultimi anni. Da qui la domanda: oggi un giovane come Totti avrebbe la chance di esordire a 16 nella Roma? Probabilmente no ed è un peccato».

Infine, un passaggio sul momento attuale della Juventus: «Direi buone, con l’Atalanta ho visto una crescita importante». Sulla coppia difensiva formata da Bremer e Lucumì: «Mi piacciono molto: li ho visti bene nelle ultime partite. Stesso discorso per Nico Gonzalez: sta mettendo corsa e grinta». E sulle ambizioni della squadra bianconera: «In Europa League mi aspetto che arrivino fino in fondo e che provino a vincerla, in campionato sarà più difficile guardando a ciò che stanno facendo Inter e Roma».

LA PLAYLIST DELLE NOSTRE TOP NEWS

×