Nicolussi Caviglia: «L’esordio significa nuovo inizio, il mio sogno continua»

Hans Nicolussi Caviglia
© foto www.imagephotoagency.it

Le parole di Hans Nicolussi Caviglia, protagonista in queste ultime settimane dell’esordio in Serie A e della convocazione in Champions League

Hans Nicolussi Caviglia ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Juventus TV, parlando anche dell’esordio in Serie A e del suo trascorso nell’ambiente Juve. Di seguito riportate un estratto dell’intervista presente nel canale ufficiale bianconero.

L’ESORDIO – «È il giorno più bello della mia vita. Lo aspettavo da tanto tempo, ho fatto tanti sacrifici e sono riuscito a guadagnarmelo. La parola esordio significa inizio: tengo conto di tutti gli insegnamenti imparati fino a ora nel settore giovanile ed è un nuovo inizio da cui trarre spunto dai nuovi insegnamenti».

KEAN – «Abbiamo giocato insieme fin da piccoli. È stato bello sostituire proprio lui durante la partita».

LE DEDICHE – «A mia nonna, che tra l’altro il suo compleanno era il giorno in cui sono stato convocato in Champions. A mio nonno che è stato il primo ad insegnarmi a giocare. Ai miei genitori che hanno fatto tanti sacrifici per portarmi agli allenamenti da Aosta e a mister Grabbi che è un allenatore che mi è rimasto nel cuore»

I CONSIGLI DI ALLEGRI – «Il mister mi ha dato qualche indicazione tattico però ero più consigli di giocare tranquillo, come sapevo. Mi ha dato tutte le indicazioni per fare il meglio possibile. C’è stata una grande accoglienze, è stato bellissimo».

IL NUMERO DI MAGLIA – «Il 14 è il mio numero preferito. Se dovessi scegliere il numero ho pensato la sera prima prenderei il 41 perché il 14 è occupato da Matuidi. Spero che questo sia stato un regalo della società».

IL PASSATO – «Con mio nonno ho iniziato a coltivare la passione per il calcio. Ho iniziato a giocare nella squadra del mio paese, l’Aygreville. Dopo due anni mi ha chiamato la Juve e ho fatto un provino a Torino. Dai Pulcini alla Primavera con la maglia bianconera. All’inizio ci allenavamo a Garino non a Vinovo. Quando siamo passati a Vinovo era tutto nuovo, molto bello».

I VALORI JUVE – «In questi anni la Juventus non mi ha formato solo dal punto di vista tecnico. Ho imparato i valori che mi trasmettono gli allenatori: la Juve mi ha trattato nel miglior modo possibile trasmettendomi valori importanti anche fuori dal campo, umani».

GLI ALLENAMENTI – «Cerco di imparare da ognuno qualcosa di diverso. Hanno qualcosa di speciale: la dedizione di Bernardeschi e di Ronaldo ti colpisce».

SCALARE LE GERARCHIE – «Dalla Primavera all’Under 23. Zironelli è un allenatore che sto conoscendo ora, Baldini lo ringrazio tanto per questo inizio di stagione».

IL TEMPO LIBERO – «Oltre il calcio cerco di leggere, ascoltare la musica e quando riesco vado a trovare mia sorella ad Amsterdam. Vado anche in montagna, perché mio padre è un guardiaparco e mi ha trasmesso questa passione».

IL FUTURO – «Come continua il mio sogno? Con l’allenamento di questo pomeriggio…».