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Paolo Rossi: «Siamo davanti all’ennesima rivoluzione in casa Juve. Cosa è successo in questi 20 giorni con Comolli?» – VIDEO

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Paolo Rossi durante l’ultima puntata di Pensiero Bianconero ha analizzato nel dettaglio cosa è successo in casa Juventus

Nell’ultima puntata di Pensiero Bianconero, andata in onda sul canale Youtube di Juventusnews24, si è approfondita la rivoluzione in casa Juventus dopo la decisione di mandare via Comolli e affidarsi a Carnevali.

Paolo Rossi durante il suo intervento ha ricordato come: «La cosa che stupisce qual è: c’è una foto in cui Comolli e Spalletti si stringono la mano nel momento del rinnovo. Quello deve essere uno degli elementi di maggiore forza di una società soprattutto quando lo fai ancora prima dei risultati. Poi l’obiettivo non è raggiunto, l’allenatore resta in carica e salta l’amministratore delegato. Attenzione la figura più importante. Dunque siamo davanti all’ennesima rivoluzione. Ora sugli errori dell’ormai ex amministratore delegato è quasi superfluo fare l’elenco: campagna acquisti sbagliata, politica algoritmi che non ha convinto. Alcune cose interne non andate bene e i rapporti pessimi con Spalletti. Resta da chiedersi cosa è successo in questi 20 giorni».

Il fulcro del discorso del giornalista ruota attorno alla figura di Comolli, il cui operato è finito sul banco degli imputati. Fino a poche settimane fa, l’immagine della stretta di mano con il tecnico Spalletti sembrava il simbolo di un progetto a lungo termine, una blindatura reciproca arrivata persino prima che i verdetti del campo fossero definitivi. Quello scatto doveva rappresentare la solidità e la compattezza del management, il segnale di una dirigenza unita che guarda al domani senza farsi condizionare dalle pressioni esterne.

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Invece, il verdetto finale della stagione ha cambiato radicalmente le carte in tavola. Nonostante il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati, la proprietà ha scelto di confermare la guida tecnica, preferendo invece cambiare il dirigente.

I motivi di questo divorzio sembrano risiedere in una serie di passi falsi attribuiti proprio a Comolli. Sotto accusa ci sono una campagna acquisti che non ha dato i frutti sperati e l’affidamento a una politica basata sugli algoritmi che non ha mai convinto l’ambiente. A questo si aggiungono attriti interni e, soprattutto, un legame ormai logorato e pessimo con l’allenatore. Resta il mistero su cosa sia realmente accaduto nell’ultimo mese per portare a una rottura così drastica.

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