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Perinetti garantisce su Vicario: «Carnevali ha preso un portiere forte. Sarà il numero 1 della Juve per i prossimi anni»

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Giorgio Perinetti, direttore generale dell’Athletic Club Palermo in Serie D, ha parlato dell’acquisto di Vicario garantendo per il portiere italiano

Giorgio Perinetti, storico direttore sportivo e adesso direttore generale dell’Athletic Club Palermo in Sicilia in Serie D, ha parlato di Guglielmo Vicario alla Juventus garantendo per il portiere ex Tottenham in un’intervista a Tuttosport. Queste le sue parole.

SULLA SCOPERTA DI VICARIO – «Ero arrivato da poco al Venezia, in Serie D. Come allenatore avevo preso Paolo Favaretto: è stato lui a farmi il nome di Vicario. Poi mi sono mosso. Ai tempi giocava al Fontanafredda e si stava allenando con il Pordenone, che faceva la C: voleva giocare in quella categoria. Perciò ho provato a capire direttamente dall’Udinese, squadra in cui era cresciuto. Appena è arrivato a Venezia è diventato subito titolare. Ed è stato decisivo, poi: perché lì era un Under e ne avevamo uno davvero forte»

SU CARNEVALI – «Ovunque ha trovato il modo di ricavare spazio: in C è stato il portiere della Coppa Italia di categoria, poi vinta. In B si era alternato con Audero, preso proprio dalla Juventus. Ho fatto un affare: l’ho preso senza spendere un euro. Ed è andato a Cagliari, quindi a Perugia, anche lì in qualcosa l’ho aiutato: ne avevo parlato con Goretti. Il resto è storia»

SULLA JUVENTUS – «La Juve ha preso un calciatore serio, dalla forte mentalità. Ne ho parlato con Carnevali…c’è stato uno scambio, mettiamola così. L’ho rassicurato sull’uomo Guglielmo, su quello che può dare in termini di mentalità. Sull’aspetto tecnico naturalmente non compete a me. Ma era accaduto anche quando Mancini ha deciso di convocarlo in Nazionale. A tutti ho detto: è un ragazzo con la testa giusta. Anzi, con la struttura mentale adatta a una grande squadra».

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SULL’ESPERIENZA INGLESE – «L’esperienza necessaria per fronteggiare certe situazioni. Rimane un ragazzo dalla grande professionalità. In più, ha sempre cercato di migliorarsi in ogni occasione, al Tottenham l’ha fatto in condizioni tutt’altro che semplici. Guglielmo è un portiere italiano, conosce assolutamente la piazza. Ma dal punto di vista caratteriale e mentale si sente pronto per giocare alla Juventus»

SUL FUTURO – «Per come lo conosco io, per la sua voglia di migliorarsi costantemente, allora sì. È arrivato a 29 anni, per un portiere è ancora giovane: sarà il numero uno per i prossimi anni. Quando aveva qualche anno in meno l’ho proposto a Marotta, ne avevo parlato con Pradé. Ha tutte le qualità per rimanere lì. Naturalmente, è la mia opinione»

SU SPALLETTI – «L’ha avuto in Nazionale, l’ha conosciuto durante i vari stage. È chiaro che, se guardi in campo internazionale, se guardiamo anche gli obiettivi posti dall’allenatore, c’è gente che ha giocato più Mondiali. Guglielmo probabilmente paga l’essere stato di passaggio in Nazionale, l’esperienza che ha accumulato soprattutto al Tottenham. Non ha quel pedigree degli elementi richiesti da Spalletti. Ma è solo penalizzato dal non aver fatto quel tipo di percorso. Avrà tempo di recuperare».

ANCORA SU VICARIO – «Gli consiglio di essere Vicario. Il portiere in fondo è tutto un rimanere in equilibrio, no? Non si può deprimere sull’errore, non si può esaltare per una parata. Giocare per la Juventus vuol dire subire un tiro ogni 45 minuti, a volte. Quindi bisogna avere una struttura mentale e una stabilità, doti che in realtà già possiede. Deve ricordare questo: che le dimensioni delle porte non cambiano, che sia Empoli, Londra, Torino. Ha già dimostrato di poter far bene in piazze importanti. Rimanga se stesso».

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