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Pochettino: «PSG fuorilegge? Ma se siamo quelli che spendono di meno…»

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Pochettino: «PSG fuorilegge? Ma se siamo quelli che spendono di meno…». Le dichiarazioni del tecnico del PSG

Intervistato da Cadena Cope, Mauricio Pochettino ha parlato a tutto tondo del suo PSG, includendo alcuni risvolti di mercato.

MERCATO – «Non stiamo facendo assolutamente niente fuori dalle regole, anzi tra le big siamo la squadra che ha speso meno acquistando giocatori a parametri zero. A volte si parla troppo senza sapere, andassero a controllare i conti di altre società e chissà che sorprese troverebbero…».

MBAPPE’ – «Mbappé è tranquillo, non ho dubbi sulla sua professionalità, è abbastanza maturo per gestire certe situazioni. Per il suo futuro prenderà la decisione che deve prendere e la società farà tutto il possibile per trattenerlo perché parliamo di uno dei migliori giocatori al mondo, con un grande potenziale e di appena 22 anni. Il club cercherà di convincerlo e sedurlo perché resti e da allenatore sarei felice se rimanesse qui per molti anni. La sua intervista? Ha comunicato quella che era la sua posizione di qualche mese fa ma questo può cambiare in futuro. Il Psg ha la speranza e la capacità per sedurlo e offrirgli quello di cui ha bisogno per essere felice qui, poi starà a lui decidere. Il suo contratto scade il 30 giugno 2022 e fino ad allora c’è la possibilità che cambi idea».

ACQUISTO MESSI – «Leonardo mi chiama per dirmi: c’è la possibilità di tesserare Messi, ti piacerebbe? Cioè mi ha pure chiamato per chiedermelo… Gli ho risposto: è uno scherzo o è davvero possibile? E allora sono iniziati i colloqui, tutto è stato molto veloce».

NEYMAR – «Neymar ha parlato con Leonardo credo sia tutto chiaro sul suo futuro. Fin da piccolo ha avuto tante pressioni, ha detto qualcosa che può essere interpretato in tanti modi ma non ho dubbi che voglia essere qui per regalare la Champions League al club».

PALLONE D’ORO – «Pallone d’Oro a Messi? Anche se non lo allenassi, nessun dubbio. Metterei poi al secondo posto Lewandowski e al terzo Cristiano Ronaldo, che è impressionante per mentalità, passione e amore per il calcio».

CHAMPIONS – «Ma la Champions deve essere un sogno, non un obbligo. Nel calcio si deve giocare per il desiderio e il sogno di vincere delle cose, non per dovere. Al Mondiale 2002, in piena crisi argentina, ci siamo caricati il peso di essere l’unica via per dare una gioia alla gente e questa spinta emotiva ci ha fatto cadere, tanto che siamo usciti nella fase a gironi. Quando ci sono degli obblighi, il talento si riduce. Dobbiamo estraniarci e creare una bolla in cui il desiderio sia più grande del dovere. Siamo fra i candidati alla vittoria ma la squadra da battere resta il Chelsea perché campione in carica».