
Fabrizio Ravanelli, ex giocatore della Juventus, ha parlato della squadra bianconera, di Zhegrova, di Kolo Muani e dei giovani Licina e Romano
L’ex calciatore della Juventus, Fabrizio Ravanelli, ha analizzato il momento bianconero a “Penna Bianca“, format Youtube di Tuttosport, dove ha parlato della squadra allenata da Spalletti, di Zhegrova, di Kolo Muani e dei giovani Licina e Romano. Queste le sue parole.
SU VIALLI – «Mi ha lasciato soddisfazione e orgoglio, mi ha toccato profondamente. Credo che rimarrà sempre dentro di me, è stato un qualcosa di incredibilmente fantastico. C’era anche mister Mancini, Bonucci, Torricelli, Di Livio e i ragazzi della Sampdoria. Un pezzo di storia di Vialli. Abbiamo raccontato qualche aneddoto su Gianluca. Abbiamo messo in evidenza le qualità umane, la sua disponibilità nell’aiutare tutti. Qualità da numero uno. Anche il fratello si è emozionato tantissimo. Vialli è stato il simbolo del calcio italiano. Anche la chiamata di Dio in paradiso è qualcosa che mi fa capire che lui sia la persona ideale nel trasmettere valori ai ragazzi»
SU LICINA – «Quando l’ho visto in Australia ho notato qualità importanti, ma ancora pauroso a livello di personalità. Da quando è andato alla Cremonese si è liberato dalla pressione della maglia della Juve e sono convinto che il prossimo anno possa essere pronto, perché la Serie B ti fa crescere tantissimo. Le sue qualità sono sotto gli occhi di tutti, può essere il leader della Cremonese e può portarla in Serie A. E sono convinto che poi possa essere un valore per la Juve»
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SU ZHEGROVA – «L’ho sentito ieri e gli ho detto che è un fenomeno e che quello che fa negli allenamenti e con il Kosovo, lo deve fare nella Juve in partita. Se trova continuità è il giocatore più forte, spacca le partite. Per me ha un potenziale di 10 gol, ma soprattutto nell’ultimo passaggio. Quando arriva negli ultimi 20 metri diventa devastante e vede la giocata. Lui è stato giudicato quando non stava bene. Oggi sta bene e fa la differenza e mi auguro che possa farla a Cagliari»
SUL RITORNO DOPO LA SOSTA – «Non è facile, il mister non ha avuto a disposizione tutta la squadra. Servirà un grande approccio a livello mentale, professionalità da parte dei ragazzi. Il Mister li testerà anche dal punto di vista motivazionale, Spalletti da questo punto di vista ha una qualità innata. La partita è importante e la Juve deve recuperare posizioni. Può fare una grande stagione e in questi casi si vede lo spirito della squadra. Dopo tutto questo tempo, ritrovarsi e dare un segnale forte sarebbe una risposta da squadra matura. Questa partita con il Cagliari può dare un messaggio importante»
SU KOLO MUANI – «Sono sul carro dei 15 gol, a me piace tantissimo e sono contento sia alla Juve. Può fare molto bene, gli consiglio di analizzare l’ultima partita in campionato. Anche con l’Atalanta quando ha dato quel bello strappo e poi si è trovato contro Carnesecchi, ha sbagliato il gol per il gesto tecnico. Lì non devi tirare di piatto, devi fare lo scavino. 9 volte su 10 i gol li sbagli per il gesto tecnico, per la scelta. Se il portiere esce e c’è poco spazio, lo scavettino sotto ti fa fare gol. Deve migliorare in questo. In un’altra occasione contro il Frosinone invece ha calciato con la palla che era troppo alta. Ricordiamoci come Spalletti ha migliorato Osimhen dal punto di vista tecnico, tutti i lavori che ha fatto per lui. Cosa direi a Kolo Muani per spronarlo? Di continuare a giocare come nelle ultime due partite e di essere lucido sotto porta, senza farti prendere dalla frenesia del gol non arrivato. Noi attaccanti possiamo non fare gol per cinque partite e poi una volta sbloccati farne 5-6 di fila. Deve stare tranquillo e sono convinto che a Cagliari farà gol»
SU ROMANO – «Mi piace da morire, ha qualità e personalità. Ha dimostrato di essere pronto, se gioca così è pronto»
SULLA SUGGESTIONE CALHANOGLU – «Sarebbe ideale per la squadra che non ha un calciante. Ha ragione Allegri quando dice che i calcianti sono fondamentali. Se non ha voglia di giocare ad alti livelli mi preoccupa, fai sempre in tempo ad andare in Turchia e negli Emirati. Dopo aver giocato tanti anni all’Inter sarebbe stimolante venire alla Juve, anche per paragonare le due società. Se arriva una telefonata dalla Juve come fai a dire di no? Se vai a giocare per svernare meglio che smetti. Per come gioca Calhanoglu credo abbia tanta voglia di giocare ad alti livelli. Turchia inferiore alla Serie A? Nettamente. Abbiamo vinto anche la Nazionale, quel portiere non può giocare neanche in Promozione»