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Sconcerti: «Vlahovic è un’anomalia, vi spiego il perchè»

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Mario Sconcerti, nel suo editoriale per il Corriere della Sera, ha parlato di Dusan Vlahovic: il punto sul neo juventino

Mario Sconcerti, tramite le colonne del Corriere della Sera, ha così parlato del neo juventino Dusan Vlahovic.

COMMENTO – «L’ex viola e il norvegese del Borussia Dortmund rappresentano delle anomalie rispetto a Lewandowski, Ronaldo, Benzema. Ma occhio anche a Osimhen.

Il centravanti è un ruolo che raramente fa crescere in fretta. Quello spetta ai fantasisti. A vent’anni o poco più il centravanti diverso è già riconoscibile, ma non ha continuità, appare incompleto. Segna con difficoltà, non ha la facilità che avrà più tardi. Questo significa che è un ruolo di esperienza, intelligenza, anche se sembra elementare. Ci vogliono anni per saper usare fino in fondo la propria forza accoppiandola con l’esattezza dei gesti tecnici. Qui arriviamo a Vlahovic e Haaland , due anomalie perché grandi grossi e subito tanti gol.

Vlahovic è un centravanti moderno con caratteristiche classiche, è febbrile nei movimenti ma geometrico. Ha impiegato un anno in più a uscire perché non capiva la sua partita, pensava di dover cercare il gol ad ogni palla che giocava. Così sbagliava i tempi per frenesia, impazienza. Il vecchio maestro Prandelli gli ha dato la sapienza che i vent’anni gli portavano via. Haaland ha molto poco di classico, è un giocatore unico, ha movimenti così verticali e veloci da sembrare alieni. Nel gioco Vlahovic sembra un selvatico ormai domato, pronto a prendere il meglio dal suo corpo».