
Il tecnico della Juventus difende la prestazione dell’Unipol Domus ma esige dai suoi un salto di qualità su personalità, furbizia e presenza nell’area avversaria
Giorno di confronto serratissimo sui campi della Continassa all’indomani del deludente pareggio di Cagliari. Nel quartier generale bianconero, il tecnico Luciano Spalletti ha voluto parlare a viso aperto al gruppo, difendendo a spada tratta quanto fatto di buono nella ripresa dell’Unipol Domus ma usando formule chiarissime e rigorose con la squadra. Il messaggio dell’allenatore di Certaldo è stato inequivocabile: se da un lato la reazione condotta per scardinare il blocco basso sardo ha mostrato la rotta tattica corretta, dall’altro serve un deciso cambio di passo in termini di vigore, lucidità, furbizia e presenza caratteriale per evitare di disperdere la sterminata mole di gioco prodotta.
In vista dell’imminente e delicatissima trasferta di Europa League contro il Celta Vigo, l’obiettivo primario di Spalletti è ritrovare immediatamente la via della vittoria e l’efficacia sotto porta dei suoi uomini simbolo. Il tecnico resta perplesso di fronte all’incapacità di trasformare il dominio territoriale in reti, ben sapendo che le rassicurazioni societarie sull’arrivo di una punta di ruolo a gennaio possono soltanto mitigare temporaneamente la pressione. La ricetta del mister prevede novità nella formazione titolare per portare aria fresca, affiancata dall’ipotesi di testare la soluzione a due punte durante la partita per garantire maggiore peso specifico a ridosso dell’area avversaria.
QUI: ULTIMISSIME JUVE LIVE, TUTTE LE NOTIZIE DEL GIORNO
L’Europa rappresenta storicamente il palcoscenico ideale per far svoltare la stagione della Vecchia Signora, esattamente come accaduto prima dell’ultima sosta con il successo sul NEC. Gli ampi spazi concessi dalle compagini internazionali potrebbero riaccendere la brillantezza del tridente composto da Randal Kolo Muani, Nick Woltemade e Nico González, chiamati ad affilare le armi per alleggerire la pressione sul reparto difensivo. Per Spalletti, la costruzione della mentalità vincente passa inevitabilmente dalla capacita della squadra di saper leggere ogni singolo momento della gara, senza farsi spaventare dal clima d’odio o dalle provocazioni esterne.