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Tardelli: «Nazionale? Ora serve il sacrificio dei club per il bene di tutti»

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L’ex azzurro Marco Tardelli ha parlato della possibilità di spostare il turno di Serie A di marzo per aiutare l’Italia

Marco Tardelli, campione del Mondo con l’Italia nell”82 ed ex giocatore della Juventus, in una intervista a La Gazzetta dello Sport ha parlato del momento della Nazionale e della possibilità di spostare il turno di Serie A di marzo per aiutare Mancini.

SENSO – «Ma certo che lo ha. Mancini ha bisogno di stare con la squadra e noi dobbiamo fare il possibile per lui. Sono giorni non facili, è un momento particolare, la qualificazione al Mondiale farebbe un gran bene a tutto il sistema calcio. Qualche sacrificio va messo in conto». 

RITIRO ANTICIPATO – «Non cambiano la vita, ma servono, eccome. Mancini deve riprendere in mano la situazione dopo quattro mesi. E poi adesso calma con Mancini…». 

MANCINI«Sembra che ci siamo dimenticati improvvisamente quello che ha fatto. Quando aveva tutti a disposizione ha giocato grandi partite, ha vinto l’Europeo, non ha sbagliato una mossa. È normale che sia successo quello che è successo. Io ne so qualcosa». 

CALO DOPO SUCCESSO«Dopo un grande successo c’è sempre un calo fisico e psicologico. Nell’84 abbiamo mancato la qualificazione all’Europeo: la Romania era forte, ma noi siamo arrivati molto lontani nella classifica del gruppo». 

CAMPIONI DI WEMBLEY – «Il loro Europeo non è finito l’11 luglio, non illudiamoci. È andato avanti per tutti tra feste, telefonate, richieste… Un rilassamento è inevitabile e non c’è il tempo materiale per recuperare. Non hanno recuperato completamente, si capisce anche dagli infortuni. E poi ci sono già pochi selezionabili, quasi nessuno in alcuni ruoli fin troppo pieni di stranieri, aggiungi gli indisponibili e la storia si complica». 

RIPETERSI«Non è mai facile. La Francia ha vinto Mondiale ed Europeo, poi nel 2002 è crollata. Nell’82 noi abbiamo vissuto un’esperienza simile, ma non è la stessa situazione di Mancini. Quell’Italia s’è sviluppata lungo un ciclo cominciato ad Argentina 78, passato per l’Europeo 80, in cui siamo arrivati a un passo dalla finale, e quindi è arrivata al Mundial spagnolo. Siamo cresciuti gradualmente e abbiamo consolidato la squadra che ha vinto dopo tante esperienze. Invece quest’Italia ha vinto al primo colpo e non per “colpa” sua: perché Covid e lockdown hanno impedito un altro tipo di crescita». 

MONDIALE BIENNALE – «Follia pura. Non si farà mai» 

STAGE FEBBRAIO – «Ma per forza! Quello non ha neanche problemi con le date. Mancini non può presentarsi a marzo e riprendere in mano la squadra dopo quattro mesi. Troppo rischioso». 

OPPOSIZIONE«I pochi presidenti italiani rimasti, tra fondi e proprietà straniere, sono più interessati a fatturati, debiti, eccetera, ed è giusto che sia così. La Nazionale a volte dà fastidio. Capisco quindi la difficoltà dello spostamento, il dover giocare magari a in un orario non serale, i sacrifici. Ma la Nazionale è un bene di tutti e il rischio è grosso per tutti. Forse non si è capito quanto…».