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Trezeguet: «Alla Juve non c’è chiarezza. Vlahovic? Lo aspettano da troppo tempo»

Trezeguet: «Alla Juve non c’è chiarezza. Vlahovic? Lo aspettano da troppo tempo». Parla l’attaccante francese
Nella Juventus che ha il problema di segnare, uno come David Trezeguet – attualmente dirigente del River Plate – farebbe molto comodo. L’ex bomber dell’inizio degli anni 2000 ha parlato con La Gazzetta dello Sport.
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IL MOMENTO DELLA JUVE – «Alla Juventus non si riesce più a dare continuità, e così ci sono troppi alti e bassi. I risultati altalenanti si spiegano anche per il fatto che negli ultimi anni ci sono stati troppi cambiamenti. E non parlo solo dei giocatori, ma anche di allenatori e dirigenti. È inevitabile quindi che non si riesca mai a raggiungere il giusto equilibrio che si ottiene con gli uomini giusti. Dopo Andrea Agnelli non c’è stata più una continuità societaria. E così quest’anno è finita come nessuno voleva. Adesso bisogna ripartire, ma non mi pare, da quel che leggo in giro, che ci sia chiarezza sulla direzione da prendere».
GLI ATTACCANTI NON GIRANO – «Anche questa è un’altra dura realtà. Davanti, i ragazzi non sono riusciti a dare continuità in campo e hanno segnato pochissimo. E alla fine le squadre vincenti sono quelle che a conti fatti segnano di più».
SPALLETTI – «Quando è arrivato ha cercato di trovare la soluzione. Ha fatto molti cambiamenti e anche questo è un segno evidente di quando non riesci a trovare il giusto equilibrio, o comunque a ottenere la risposta giusta da chi poi deve fare la differenza. Così la Juve è fuori dalla Champions e questo comporta anche dei freni sul lato economico, a meno che non vendi o non ci sia un ulteriore investimento da parte della proprietà. È normale quindi che Spalletti voglia avere un ruolo nella decisione di chi va e chi resta. Tra Elkann, Comolli e lo stesso Spalletti va trovato il giusto equilibrio, perché ormai non si possono più sbagliare gli acquisti, per una questione sportiva e anche economica».
CHI TENERE – «Non è mai semplice dirlo, perché poi ci sono contratti firmati, stipendi, valori. Quel che vedo è che quelli arrivati non sono riusciti a far fare il salto di qualità alla squadra. Anzi, giocatori come Openda e David sono andati in difficoltà, nonostante avessero fatto bene altrove. Sono involuti».
VLAHOVIC – «Il suo problema è che è un grande giocatore che la Juve aspetta ormai da troppo tempo. Magari fa bene una partita, ma poi non è mai riuscito a confermarsi. Lo stesso vale per David e Openda. Magari andava tenuto Kolo Muani che in poco tempo ha dato molto di più. Poi capisco che le dinamiche contrattuali sono complesse, però sportivamente forse anche per lui sarebbe stato meglio rimanere alla Juventus».
VINCERE È L’UNICA COSA CHE CONTA – «Io ci credo fortemente. C’è stata una fase, con l’arrivo di Sarri in cui si voleva cambiare approccio rispetto ad Allegri, con un calcio forse meno da Juve, ma più tecnico e divertente. Il problema è che prima si deve vincere per creare la giusta dinamica e solidità. Un po’ come hanno fatto Inter e Napoli, dando continuità. E quando vinci, poi sai come continuare a farlo. Vediamo con Spalletti come andrà: è un toscano, ha una carriera solida e l’esperienza per capire se puoi vincere o meno con un certo gruppo di giocatori».
CHI SALVARE IN QUESTA STAGIONE – «Non faccio nomi. C’è chi ha fatto bene. Ma fare bene alla Juventus non basta. La Juve non ha vinto né lo scudetto né la Coppa Italia ed è fuori dalla Champions. Spero che chi rimane avrà voglia di riscatto, per tornare almeno a essere protagonisti, perché è quello che chiede anche il popolo bianconero, sempre meno incline a perdonare».