
Adani ridimensiona Zhegrova: «Giocatore da mezz’ora, va bene per il sesto posto ma alla Juve non può starci»
La Juventus tira un grandissimo sospiro di sollievo, mentre il Cagliari sfiora un’impresa storica. Il posticipo della 6ª giornata di Serie A alla Unipol Domus si chiude con un combattuto 1-1 in rimonta, maturato a dieci minuti dal termine grazie all’incornata di Randal Kolo Muani. La squadra di Fabio Pisacane aveva accarezzato il sogno della vittoria dopo essere passata in vantaggio al 20′ con la rete di Daniel Maldini: per il trequartista sardo si tratta del quarto centro consecutivo in campionato, tutti pesantissimi per la classifica. Un punto che proietta la formazione rossoblù a uno sorprendente quarto posto isolato (alle spalle solo di Inter, Lazio e Roma), frenando la corsa dei bianconeri guidati da Luciano Spalletti, fermi al sesto posto in compagnia del Como ed a un punto dal Milan.
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Tra le note liete della ripresa bianconera figura senza dubbio l’ingresso in campo di Edon Zhegrova, subentrato nella seconda frazione di gioco a Francisco Conceiçao e rivelatosi subito l’uomo più pericoloso e vivace dell’attacco torinese. Tuttavia, la prestazione a due facce dell’esterno kosovaro ha riacceso la discussione sulla rosa e sulle ambizioni della Vecchia Signora.
Nel corso del post-partita sugli schermi della Rai, l’opinionista Lele Adani si è espresso con estrema schiettezza sulle qualità e sulle prospettive di Zhegrova nel contesto bianconero: «Oggi il calcio è abbastanza fluido e non è sbagliato avere più idee, ma il problema è avere limiti. Zhegrova è un giocatore da mezz’ora, e che facciamo alla Juve possono esserci questi calciatori?! Ci vogliono giocatori che siano pronti a fare i titolari, non giocatori da trenta minuti. Zhegrova è un calciatore funzionale per il sesto posto, ma il passo in avanti lo fai quando uno come lui ti fa tre partite consecutive». Un’analisi severa che invita l’ambiente torinese a riflettere sui reali standard necessari per puntare ai vertici della classifica.