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Juve al quarto posto: dal blackout di febbraio alla rinascita Champions. I tre errori da non commettere assolutamente da qui a fine stagione

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Juve tornata al quarto posto: i tre errori da non commettere assolutamente per mantenere la zona Champions da qui a fine stagione

Con la pesantissima vittoria di Bergamo contro l’Atalanta, la Juventus riabbraccia il quarto posto in classifica, toccando quota 60 punti. Un traguardo che, a ben guardare, ha il sapore agrodolce di un “ritorno al passato”: al termine del girone d’andata (diciannovesima giornata), i bianconeri occupavano esattamente la stessa identica posizione con 36 punti. Sembra quasi un paradosso aver faticato e sofferto così tanto solo per ritrovarsi, tredici partite dopo, esattamente al punto di partenza. Eppure, in mezzo c’è stata una vera e propria odissea.

La caduta nel buio

Dopo aver tenuto botta fino alla ventiquattresima giornata, la squadra è sprofondata in un mese da incubo che le ha fatto smarrire ogni certezza. Il blackout si è materializzato tra la ventiquattresima e la ventisettesima giornata: prima il pareggio casalingo con la Lazio (2-2); quindi, l’immeritata sconfitta di San Siro contro l’Inter (3-2); poi il clamoroso tonfo interno contro il Como (0-2) e infine il rocambolesco pareggio contro la Roma a regalare l’impressione di un’inversione di tendenza (3-3). Una frenata brusca che ha fatto scivolare la Vecchia Signora fino a un allarmante sesto posto, estromettendola virtualmente dall’Europa che conta e portando il distacco dalla vetta a un abissale -20. L’anormalità era diventata pericolosamente la regola.

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La faticosa risalita

Oggi, grazie a un filotto di quattro vittorie e un pareggio nelle ultime cinque gare, la Juventus ha faticosamente riconquistato la sua “normalità”. Ma cosa non deve assolutamente fare ora per evitare di dilapidare questo patrimonio a sole sei giornate dal traguardo?

Basta cali di tensione. La Juve non può più permettersi blackout mentali contro squadre sulla carta inferiori. I passi falsi contro Cagliari, Lecce e Sassuolo gridano ancora vendetta. L’approccio feroce deve essere lo stesso, a prescindere dall’avversario.

Preservare il bunker difensivo. La vera chiave della rinascita è stata la difesa. Mantenere la porta inviolata, come accaduto recentemente contro Udinese, Genoa e Atalanta, è la vera polizza assicurativa per il piazzamento Champions.

Ignorare la classifica altrui. Più facile a dirsi che a farsi, ma la squadra deve ripartire da una conquista non banale grazie ai 3 punti di Bergamo e ai risultati della concorrenza: avere il destino nelle proprie mani. Se le vincesse tutte, la Juve conquisterebbe addirittura il terzo posto. Perché non avere quest’ambizione?

Alla Continassa, la normalità significa semplicemente abitare le prime quattro posizioni. Ora che la Signora è tornata a casa, serve la massima lucidità per non smarrire di nuovo le chiavi.

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