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Esame Suarez: condanna per gli ex vertici dell’Università per stranieri di Perugia. La ricostruzione della vicenda risalente al 2020

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Esame Suarez, arriva la svolta nel processo: condannati gli ex vertici dell’Università per stranieri di Perugia. La ricostruzione dell’accaduto

Il processo relativo al cosiddetto esame di Suarez si è concluso con la condanna in primo grado per i tre principali imputati coinvolti nella vicenda di Perugia. Il tribunale ha inflitto una pena di un anno e mezzo di reclusione ciascuno all’ex rettrice dell’Università per Stranieri, Giuliana Grego Bolli, all’ex direttore generale Simone Olivieri e alla professoressa Stefania Spina. Per tutti i condannati la pena è stata sospesa.

La vicenda, balzata agli onori delle cronache nel settembre 2020, riguardava la prova di certificazione della lingua italiana sostenuta dal calciatore uruguaiano Luis Suarez, all’epoca in forza al Barcellona. L’esame di Suarez era un passaggio fondamentale per ottenere la cittadinanza italiana, requisito necessario affinché la Juventus potesse tesserarlo come giocatore comunitario. Tuttavia, l’accusa ha ipotizzato fin da subito che si trattasse di una sessione «ad personam», organizzata per favorire l’atleta attraverso la rivelazione anticipata dei contenuti della prova.

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Nonostante le condanne per falso e rivelazione di segreto d’ufficio, il collegio giudicante ha parzialmente ridimensionato l’impianto accusatorio. I tre imputati sono stati infatti assolti dall’accusa di falso ideologico relativa al verbale di anticipazione della sessione perché «il fatto non sussiste». Inoltre, i giudici hanno escluso la sussistenza di vantaggi patrimoniali diretti per i docenti e i dirigenti coinvolti.

Le reazioni della difesa sottolineano una parziale soddisfazione per il calo delle pretese risarcitorie, passate da un milione di euro a centomila euro. L’avvocato Francesco Falcinelli ha dichiarato: «L’accusa si è ridimensionata già in questo primo grado e le condanne sono state inferiori a quelle chieste dall’accusa. Attendiamo le motivazioni della sentenza e poi ricorreremo in appello».

Anche l’avvocato David Brunelli ha rimarcato come la decisione segni un punto di rottura rispetto alle ipotesi iniziali sul presunto esame di Suarez: «Il Tribunale ha ridimensionato la vicenda del cosiddetto “esame farsa”, ma non nella misura da noi auspicata, non avendo accolto la richiesta di piena assoluzione per la Rettrice Grego e per la professoressa Spina». La difesa rimane dunque convinta delle proprie ragioni, puntando al ribaltamento del verdetto nel secondo grado di giudizio, mentre la cronaca sportiva e giudiziaria continua a seguire con attenzione gli sviluppi di un caso che ha segnato profondamente il rapporto tra istituzioni accademiche e mondo del calcio.

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