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Jugovic non ha dubbi: «Bernardo Silva è uno che cambia gli equilibri. La sfida contro il Milan? Ecco chi sarà decisivo»

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Jugovic ai microfoni de La Gazzetta dello Sport ha analizzato la Juventus e dato dei consigli importanti ai bianconeri. Le sue parole

Il nome di Vladimir Jugovic resta scolpito nella memoria collettiva dei tifosi bianconeri, evocando una delle notti più gloriose della storia della “Vecchia Signora”. Intervistato dalla Gazzetta, l’ex centrocampista serbo ha ripercorso i fasti del passato per analizzare le sfide del presente, tracciando la rotta per la Juventus di oggi tra ricordi indelebili e consigli per il mercato.

Il ricordo è ancora vivido: il 6-1 della Juventus a San Siro contro il Milan nel 1997. In quella serata magica, Jugovic fu l’eroe assoluto, firmando una doppietta e un assist nel crollo dei rossoneri guidati da Arrigo Sacchi. L’ex campione ricorda bene lo spirito di quel gruppo: «Segnare due gol lì non capita spesso. Ma a fine partita pensavamo già a quella successiva: eravamo ossessionati dalla vittoria». Secondo Jugovic, quell’atteggiamento mentale è l’unica via per il successo: «Oggi come allora serve fame».

Per la sfida odierna, l’ex centrocampista vede in Weston McKennie il possibile erede del suo dinamismo: «Può essere lui l’anti-Milan». Nonostante l’attenzione sia spesso rivolta agli attaccanti, l’analisi di Jugovic si sposta sull’americano: «Ha un grande senso del gol, può decidere la partita. Con Kenan Yıldız non al meglio, servirà il suo contributo».

Il serbo ha commentato anche le recenti dichiarazioni di Gleison Bremer, che ha spronato l’ambiente a puntare al massimo. Un pensiero che trova Jugovic pienamente d’accordo: «Alla Juventus mi hanno insegnato che arrivare secondi non basta. Bremer ha detto una cosa giusta, ora deve dimostrarlo in campo».

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Tuttavia, per colmare il gap e tornare a dominare in Italia, secondo Jugovic la qualità della rosa va puntellata con innesti di caratura mondiale. Il suggerimento per la dirigenza è chiaro: «Servono grandi colpi. Io punterei su Bernardo Silva: è uno che cambia gli equilibri».

Un plauso va anche al lavoro dell’allenatore, capace di dare un’identità nuova al gruppo: «La rosa è la stessa, ma la squadra è migliorata. Quando succede, il merito è dell’allenatore». Infine, Jugovic ha espresso la sua preferenza sul centravanti del futuro, blindando il connazionale: «Punterei su Dušan Vlahović. È giovane e può crescere ancora. Robert Lewandowski è fortissimo, ma ha un’età diversa». Non manca però un monito su Rafael Leão: «È criticato, ma ha qualità enormi. Può fare la differenza in qualsiasi momento».

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