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Inchiesta arbitri: esisteva un codice muto per comunicare in sala Var e influenzare le partite! La denuncia

Inchiesta arbitri, le denunce di Daniele Minelli svelano il sistema delle comunicazioni occulte nella control room per influenzare voti e classifiche
Il mondo arbitrale è scosso dalle pesanti dichiarazioni rilasciate da Daniele Minelli in merito al presunto sistema delle bussate nella sala Var. L’ex fischietto, con un passato di 4 gare in Serie A e 147 in Serie B, ha svelato l’esistenza di un codice muto denominato Gioca Jouer. Attraverso segnali visivi come il pugno chiuso o la mano alzata, alcuni esponenti avrebbero condizionato l’operato dei varisti per decidere se richiamare o meno il direttore di gara al monitor. Questo meccanismo sarebbe emerso in particolare durante la sfida tra Udinese e Parma del marzo 2025, finita ora sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti. Secondo le ricostruzioni, tali interferenze servivano a manipolare le valutazioni interne, incidendo direttamente sui compensi economici e sulla permanenza dei direttori di gara negli organici ufficiali, creando un clima di incertezza totale tra i fischietti.
Le ripercussioni di queste condotte avrebbero alterato non solo le carriere dei singoli ma anche l’andamento del campionato sul campo. L’arbitro varesino sottolinea con forza che, se gli errori venivano corretti solo per alcuni soggetti selezionati, la graduatoria finale risultava inevitabilmente falsata a vantaggio di pochi. La dirigenza arbitrale è finita al centro di un’inchiesta giudiziaria devastante che ha portato all’autosospensione immediata del designatore Gianluca Rocchi. Viene inoltre evidenziato un dato numerico allarmante: da quando la procura federale ha presidiato costantemente Lissone, gli sbagli tecnici si sarebbero moltiplicati in modo esponenziale. Questo scenario suggerisce una profonda crisi di trasparenza nel sistema, dove il suggerimento esterno sembra aver prevalso sull’oggettività della tecnologia, creando enormi disparità di trattamento tra i vari club coinvolti nella massima competizione nazionale in corso.
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Il percorso legale intrapreso dal professionista affonda le radici in diversi esposti presentati ufficialmente già a partire dal 2021. L’agente immobiliare ha denunciato presunte irregolarità nella compilazione dei verbali e chat manipolate per favorire determinati profili a scapito di altri colleghi. Nonostante le querele depositate presso la Procura di Roma nel 2024 e le segnalazioni ai vertici federali, molte di queste denunce erano state inizialmente archiviate senza approfondimenti. Oggi, con il rinvio a giudizio dei massimi responsabili e l’intervento della magistratura di Milano, il caso delle comunicazioni occulte riapre ferite mai del tutto rimarginate nel panorama sportivo. Si attendono ora nuovi sviluppi investigativi per fare piena luce su un protocollo che, invece di garantire l’equità, sarebbe stato utilizzato come uno strumento di pressione politica all’interno delle stanze del potere calcistico.