Calciomercato Juve
La versione di Vlahovic: si è sentito “tradito”! La Juve non l’ha mai considerato un capitano

La versione di Vlahovic: si è sentito “tradito”! La Juve non l’ha mai considerato un capitano nonostante fosse uno dei leader
Per molto tempo, lo sfondo del telefono di Dusan Vlahovic ha mostrato il suo volto sorridente nel giorno del suo arrivo a Torino, fiero di quel “selfie” scattato accanto al Pallone d’Oro di Pavel Nedved. Erano i giorni caldi di un acquisto da 90 milioni di euro (bonus inclusi) in cui si sentiva coccolato e al centro del mondo bianconero. Oggi, quel clima idilliaco è solo un lontano ricordo, sostituito da una dolorosa separazione. Lo riporta Tuttosport.
Calciomercato Juve LIVE: le principali trattative di giornata
Lo stallo definitivo e la distanza con la dirigenza
L’ultimo incontro di martedì sera ha semplicemente certificato una sconfitta già scritta nella mente del bomber serbo. Le posizioni delle parti si sono rivelate del tutto inconciliabili:
- La Juventus è rimasta ferma sulla propria proposta economica, rifiutandosi categoricamente di alzare la posta.
- L’entourage del giocatore, guidato dal padre Milos, non ha concesso alcuno sconto rispetto alle pretese iniziali.
Mentre è rimasto il massimo rispetto istituzionale verso dirigenti come Chiellini e Ottolini, che hanno cercato un punto d’incontro, la connessione e il dialogo con l’amministratore delegato Damien Comolli sono stati praticamente inesistenti. Nemmeno i passati tentativi personali di Luciano Spalletti sono bastati a ricucire una tela ormai irrimediabilmente strappata.
Tra orgoglio di campo e delusioni di mercato
L’entourage di DV9 è partito da un dato oggettivo nei confronti finali: nonostante i troppi infortuni, Dusan è stato l’unico attaccante della rosa a raggiungere la doppia cifra di gol a fine anno, soprattutto in un contesto in cui la Juve non è riuscita ad andare oltre il “nove” con le piste David e Openda.
A fronte di vari interessamenti europei e italiani (Bayern Monaco, Barcellona, Milan e Napoli), Vlahovic avrebbe persino accettato un rinnovo biennale pur di rimanere a Torino. La sua unica e imprescindibile condizione era restare la pietra angolare del progetto, rifiutando l’idea di essere messo in un angolo dopo appena dodici mesi con un solo anno di contratto ancora da smaltire.
L’addio solitario su WhatsApp
In questa storia non ci sono vincitori. Vlahovic respinge con forza le accuse di tradimento; al contrario, è lui a sentirsi tradito da una società che non lo ha mai considerato o trattato da vero capitano, nonostante il suo ruolo di leader a bordo campo durante i lunghi infortuni. L’addio si è consumato in un solitario giorno di giugno, con un freddo saluto ai compagni via WhatsApp e la promessa di dedicare un ultimo messaggio ai tifosi solo quando l’addio diventerà ufficiale.