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Iuliano controcorrente: «Ecco qual è stato il vero errore di Comolli alla Juventus»

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Iuliano controcorrente: «Ecco qual è stato il vero errore di Comolli alla Juventus». Le parole dell’ex difensore bianconero

Mark Iuliano, ex difensore della Juventus, ha rilasciato un’intervista a Tuttosport.

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FIDUCIA IN CARNEVALI – «Qualche giorno fa ho partecipato a un evento alla Continassa. Abbiamo avuto la possibilità di incontrare Ferrero e Carnevali. Le sensazioni che mi hanno lasciato sono molto positive. Ho visto il nuovo amministratore delegato davvero molto carico e contento per questa nuova avventura. Io, da tifoso, sono convinto che la prossima gestione sarà da Juventus, con persone da Juventus. Vedremo se lo sarà anche il calciomercato… Ma sono molto fiducioso in Carnevali, so come lavora e che tipo di mentalità può inculcare, o risvegliare, all’interno della società».

DESIDERIO SUL MERCATO – «Personalmente vorrei qualche giocatore italiano in più all’interno della rosa, mi sembra di aver capito che si andrà in questa direzione. Ne abbiamo bisogno anche per la nostra Nazionale. Ma Carnevali non ha bisogno dei nostri consigli, sa esattamente cosa serve alla Juventus. È una persona adeguata al ruolo che ricopre e un dirigente che conosce benissimo il calcio; ritengo abbia le idee chiare e la sua storia parla da sé. Penso che ci farà stare tutti più tranquilli e che saprà anche sorprenderci con qualche nome che oggi nessuno si aspetta».

BREMER – «A me piace molto, lo considero uno dei difensori più forti al mondo. Io però sono sempre dell’idea che la Juventus venga prima di qualsiasi calciatore. Un suo sacrificio mi dispiacerebbe, ma l’importante è che la Juve abbia un progetto e che condivida gli obiettivi di mercato con il proprio allenatore. In questo modo, sia in caso di successo sia di insuccesso, le responsabilità saranno chiare, anche agli occhi dei tifosi. Fino a “ieri” invece è stato tutto troppo fumoso, era persino difficile individuare un colpevole. Nell’ultima stagione nessuno di noi ha capito chi decidesse cosa, sul mercato o in altri ambiti interni. Serve chiarezza, ne beneficerebbero la squadra e tutto l’ambiente».

LUCUMI – «È un prospetto interessante, un difensore di personalità che a Bologna sta facendo molto bene. Ma sono contento che sia Carnevali a decidere insieme a una società che sarà ristrutturata. Lasciamoli lavorare, non me la sento di dare dei consigli. Mi è capitato di fare qualche nome quando c’era la vecchia dirigenza perché mi sembrava evidente che fosse un po’ in confusione e che lavorasse su obiettivi non funzionali alla Juventus. Mi sentivo in dovere di aiutare la squadra che amo. Ora questo problema fortunatamente non esiste più».

SPALLETTI – «Bisogna assolutamente ripartire da lui. È un ottimo allenatore, ha lavorato bene e ha idee precise. La Juventus ha fatto bene ad affidarsi a Luciano a lungo termine. Il problema è stato un altro…». 

L’ERRORE DI COMOLLI – «Il suo rinnovo è stato giusto, ma sarei andato più cauto su quello di alcuni calciatori. La vecchia società ha prolungato dei contratti prima del raggiungimento dell’obiettivo della Champions League. Obiettivo che poi si è lasciata sfuggire per qualche distrazione, diciamo così. Quello è stato un chiaro ed evidente errore di pianificazione. Bisognava aspettare, essere certi di tagliare il traguardo minimo del quarto posto: a quel punto si sarebbero potuti offrire dei rinnovi calibrati e contestualizzati in una programmazione. Secondo me è anche per questo sbaglio che la proprietà alla fine ha deciso di separarsi da Comolli e di ripartire da figure con grande esperienza nel nostro calcio. Ora è un cantiere aperto e bisogna capire cosa succederà».

VLAHOVIC – «Se resta alle condizioni che detta la società è un discorso, se dobbiamo sottostare alle sue pretese è meglio che vada via… Con quei soldi si può prendere un giocatore da Juve, che faccia la differenza e che abbia voglia di restare. Io mi aspetto che un calciatore che ha guadagnato le cifre di Vlahovic negli ultimi anni sia disponibile a venire incontro al club in un momento di difficoltà come quello in cui si trova ora. La verità è che lui non è sempre stato un esempio per i compagni e, tra l’altro, ha saltato anche tante partite per infortunio. La Juventus ha bisogno di gente che stia sul pezzo e che offra affidabilità da ogni punto di vista. E che, soprattutto, giochi con il cuore per questa maglia. Lui, onestamente, ogni tanto mi è parso che lo facesse più per se stesso».

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