Hanno Detto
Il legale di Rocchi difende l’ex designatore: «Mai subìto pressioni dall’Inter. Le scelte sono state fatte in piena autonomia»

Il legale di Rocchi conferma la linea difensiva smentendo qualsiasi pressione dell’Inter e ribadendo su scelte fatte in piena autonomia
Il caso che coinvolge il mondo arbitrale continua a far discutere, ma dal fronte della difesa filtra grande serenità. Nelle ultime ore è intervenuto l’avvocato Antonio D’Avirro, legale dell’ex designatore dell’Aia Gianluca Rocchi, per fare chiarezza sulla posizione del suo assistito dopo il lungo confronto avvenuto con i magistrati milanesi.
Ai microfoni di Radio CRC, durante il programma «A Pranzo con Chiariello», l’avvocato ha rilasciato dichiarazioni molto nette in merito all’audizione con i pubblici ministeri Ascione e Ielo: «Pressioni dell’Inter? Il mio assistito non ne ha mai subìte. Il colloquio in Procura è stato positivo, Lui sta bene ed è tranquillo. Esito inchiesta? Vedremo!»
La vicenda legale ha preso il via lo scorso 24 aprile, quando l’ex vertice dei direttori di gara ha rassegnato le proprie dimissioni a seguito della ricezione di un avviso di garanzia. Successivamente, Gianluca Rocchi è stato ascoltato per oltre cinque ore a Milano, in un faccia a faccia mirato a verificare l’ipotesi di presunte «designazioni combinate» che avrebbero agevolato la compagine nerazzurra. Tuttavia, le prime indiscrezioni mettono in luce diverse crepe nella struttura dell’accusa, tanto che l’ipotesi di un’archiviazione per il reato di frode sportiva si fa sempre più concreta. Più che un illecito organizzato, sembrerebbe emergere la fotografia di un «non sistema», dettato da una normale gestione interna.
Il legale D’Avirro ha voluto ribadire la totale trasparenza della condotta dell’ex designatore, spiegando l’andamento del colloquio con i pm: «Il mio assistito ha risposto bene a tutte le contestazioni che gli sono state fatte. È stato chiarissimo, puntuale e preciso nel rispondere a tutte le domande. Tanto rumore per nulla? Non saprei dire, vediamo! Non c’è stata alcuna pressione nella maniera più assoluta. Come ha affermato e precisato lo stesso Gianluca Rocchi dopo tutte le contestazioni che gli sono state fatte, le designazioni arbitrali sono stata scelte e operate in piena autonomia e indipendenza da parte del mio assistito e non ha mai subito alcuna pressione da parte di nessuno».
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A sollevare forti dubbi sulla consistenza del teorema accusatorio è anche il Corriere dello Sport. Il quotidiano sottolinea come nessuno dei vice di Rocchi sia iscritto nel registro degli indagati, e la stessa formula applicata ai dirigenti interisti. Le contestazioni si muovono su binari contraddittori: l’accusa oscilla infatti tra l’invio di arbitri graditi e la scelta di fischietti considerati ostili.