News
Pirlo in Nazionale a rischio: è ambassador di un bookmaker russo vicino a Putin

Pirlo in Nazionale a rischio: è ambassador di un bookmaker russo vicino a Putin. A Malagò la decisione definitiva sul papabile ct
La strada che doveva portare Andrea Pirlo sulla panchina della Nazionale rischia di interrompersi prima ancora di iniziare. Secondo le indiscrezioni di La Gazzetta dello Sport e Il Corriere dello Sport, il futuro dell’ex centrocampista è compromesso dagli accordi commerciali stretti tempo fa con Fonbet, il principale bookmaker russo noto per le vicinanze al regime di Vladimir Putin.
Ultimissime Juve LIVE: le principali notizie di giornata
Il ruolo di Ambassador e la decisione di Malagò
Per la società russa Pirlo ricopre tuttora il ruolo di “global ambassador”, con promozioni e sconti associati al suo volto ancora presenti sul sito della compagnia. Un nodo commerciale che crea forte imbarazzo istituzionale: il presidente Giovanni Malagò è chiamato a decidere nelle prossime ore se procedere con l’ingaggio. Tramite i propri legali, Pirlo ha fatto sapere che il contratto con Fonbet può essere rescisso immediatamente senza penali.
L’analisi di Fabrizio Romano sulla FIGC
Sulla vicenda è intervenuto anche l’esperto di mercato Fabrizio Romano, che su YouTube ha fatto il punto della situazione:
«Tutti i quotidiani più importanti d’Italia stanno sottolineando come ci siano in corso delle valutazioni su Andrea Pirlo, che è il prescelto delle Federazione per essere il prossimo ct, per via degli accordi con dei brand legati al mondo delle scommesse e soprattutto alla Russia. E questo è un punto che sta facendo discutere. Bisognerà capire se la Federazione deciderà di procedere ugualmente, perché ormai l’accordo è fatto con Pirlo che ha già composto il suo staff individuando perfino il vice Baroni, o se prima di firmare serve un via libera che deve passare dalla Federazione e dal presidente Malagò. C’è quindi questa questione da chiarire, da tenere d’occhio e da risolvere nelle prossime ore e nei prossimi giorni».
Nonostante l’accordo sia impostato — con lo staff già strutturato e la scelta di Baroni come vice —, l’intricato nodo etico e commerciale richiede ora un via libera formale imprescindibile.