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Pagelle Juve Palermo: prove d’intesa Yildiz-Alajbegovic, Celik ha una costanza pazzesca! Che gioia Milik, ma Kolo Muani…TOP E FLOP

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Pagelle Juve Palermo: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la sesta amichevole pre-campionato dei bianconeri

Pagelle Juve Palermo: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la sesta amichevole pre-campionato dei bianconeri

Primo tempo

Spalletti sorprende e sprigiona tutto il suo arsenale offensivo dall’inizio: dentro contemporaneamente Conceicao, Alajbegovic, Yildiz e Kolo Muani. Qualità e fantasia al potere, ma anche un aspetto fondamentale: equilibrio. Equilibrio dettato dalla mediana a due formata da Douglas Luiz e McKennie. Il brasiliano è stato – ancora una volta – uno dei migliori in campo. Tanta verticalità in cabina di regia, DL ha orchestrato con ordine e velocità la manovra, divertendosi e divertendo anche con qualche tocco d’autore: vedasi il cucchiaio a liberare Yildiz. Wes è stato invece l’equilibratore, colui che ha tenuto in mano il termometro della manovra davanti alla difesa nell’interdizione senza rinunciare alla sua vera natura: gli inserimenti offensivi. Si è sganciato parecchio e dai suoi spunti han preso forma diverse minacce nell’area rosanera. Sì, ma quindi come sono andati i quattro tenori dell’attacco insieme?

La scena se l’è presa ancora una volta Conceicao. Il portoghese è stato il più pericoloso tra gli interpreti offensivi della Juventus. Sterzate, dribbling, cross (non sempre precisi) e una conclusione velenosa a giro che ha dato l’illusione del gol. Chico è già in forma campionato, le sue sgasate sono una delle armi più letali di questa squadra: lo ribadiamo, con maggiore concretezza offensiva può tranquillamente raggiungere la doppia cifra di gol/assist. Yildiz è andato a fiammate, ma è stato molto più impattante ed efficace rispetto al match con l’Inter. Intesa già buona con Alajbegovic, ha prima flirtato col gol con una conclusione finita sull’esterno della rete, poi è andato a segno sfruttando il bell’assist di Celik. Alajbegovic ha talento, un talento immenso: gli è mancata continuità nei primi 45′, siccome non sempre è stato coinvolto nello sviluppo offensivo. Ma quando ha ricevuto palla ha sempre provato ad accendere la luce: un cross in mezzo a tre avversari, un tiro respinto. Ha tanta voglia di brillare, si vede. Kolo Muani, invece, è stato servito con il contagocce: davvero una rarità vedere i palloni transitare dalle sue parti…

La spinta di Celik in fascia ha portato all’assist per il connazionale Yildiz, altri segnali importantissimi dall’ex Roma. Ordinato nelle due fasi Cabal sulla fascia opposta, mentre la cerniera centrale formata da Koopmeiners e Gatti è stata impeccabile. L’olandese ha stretto fra le mani le redini della prima impostazione, sbagliando pochissimo. Gatti, invece, impenetrabile in copertura per schermare un inoperoso Perin (un solo intervento nel finale su Johnsen).

Secondo tempo

Deve aggiustare la mira sotto porta Kolo Muani: questo quello che è emerso dal secondo tempo del francese. Due limpide chance in area piccola cestinate dal numero 9, che prima si è fatto murato da Joronen, poi ha calciato altissimo da ottima posizione. Per chiudere, una terza chance spedita sopra la traversa. Più cinismo per concretizzare l’enorme mole di lavoro sporco che sviluppa per la squadra. Il vero MVP della ripresa è stato Zeki Celik: un motorino inesauribile sulla corsia di destra. Ha spinto per tutta la partita, confezionando i due assist per Kolo e arrivando anche vicino alla rete – murato da Joronen. Uno dei più positivi e costanti per tutto il pre-campionato della Juventus, l’anello di congiunzione che serviva a questa squadra in termini di esperienza, funzionalità e duttilità.

Tra gli ingressi in campo dalla panchina, hanno spiccato più degli altri Boga, Milik e Zhegrova. L’esterno kosovaro ha dato spettacolo a fasi alterne con i suoi strappi e le sue giocate spumeggianti, mentre Boga è andato vicino al gol con una gran conclusione a giro respinta sopra la traversa da Joronen. Poi un paio di cross deviati. Bene Arek a cucire il gioco e mandare in porta i compagni, un gol annullato per fuorigioco nel finale e poi il meritato 2-0 griffato proprio dal polacco, che è tornato a sorridere sotto porta dopo una lunghissima astinenza durata 813 giorni. Chiosa finale su Perin, autore di una parata pazzesca nel finale su Le Douaron.

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