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Simonelli replica a Carnevali: «Fuori luogo definire Mancini una persona non capace. È stata una scelta di Malagò»

Il presidente della Lega risponde a Carnevali, analizza il nuovo corso arbitrale con Orsato e fa il punto sul futuro del nostro calcio
Il presidente della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli, è intervenuto ai microfoni di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1 replicando alle dichiarazioni dell’ad della Juventus, Carnevali, che aveva criticato la scelta di Mancini rispetto a Conte. «Definire Roberto Mancini una persona non capace mi sembra assolutamente fuori luogo. È stata una scelta di Malagò, il nome che aveva in mente fin dall’inizio, diverso da quello che avevano le squadre di Serie A, tra cui la Juve. Ma parliamo di un grandissimo allenatore, con un palmares di grandissimo livello, con il record mondiale di imbattibilità per una nazionale, 37 partite senza mai subire una sconfitta», ha sottolineato Simonelli, ribadendo comunque che per l’ex allenatore della Juve c’era un’ampia preferenza: «Se avremmo preferito Conte? Sì, l’abbiamo dichiarato in più sedi. C’era questa preferenza, ma comunque tra due grandissimi allenatori».
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema direttive arbitrali. «Orsato e Messina ci hanno spiegato in un incontro con tutti i club che il loro metro di valutazione sarà diverso: si darà più spazio al gioco e meno evidenza ai rigorini e ai piccoli falli», ha spiegato il numero uno della Lega. Il dirigente ha poi aperto al ritorno degli stage per la Nazionale: «Prometterli a Mancini se li chiedesse? Fosse per me, sicuramente sì», confermando inoltre che la Supercoppa sarà in gara secca presumibilmente prima di Natale.
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Infine, Simonelli ha toccato il tema stadi e sviluppo del movimento per la Vecchia Signora e gli altri club: «Siamo oggettivamente in ritardo, non dovevamo aspettare gli Europei del 2032 per fare i nuovi stadi. Cito sempre la Turchia, negli ultimi vent’anni ne ha fatti 38, noi quattro». Nonostante un ciclo complicato per il sistema Paese, la passione dei tifosi bianconeri e di tutto il pubblico resta intatta: «La passione per il calcio dell’italiano rimane sempre. Il calcio, benché in crisi, continua a non avere rivali».