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Chivu spegne le polemiche sugli scontri diretti: «Nessun disprezzo per Juve e Milan, basta click-bait». Cosa ha detto

Il tecnico dell’Inter fa chiarezza ai microfoni di DAZN dopo la vittoria per 3-2 sul Napoli, spiegando la provocazione della vigilia e invitando tutti a maggiore equilibrio
La rocambolesca vittoria dell’Inter per 3-2 in rimonta contro il Napoli ha offerto a Cristian Chivu l’occasione ideale per fare chiarezza sulle polemiche che hanno agitato l’ambiente nerazzurro alla vigilia della sfida. Nel corso della conferenza stampa pre-partita, l’allenatore rumeno si era reso protagonista di una battuta velenosa, chiedendo in modo provocatorio ai giornalisti se sfide contro avversarie storiche come Juventus e Milan potessero ancora essere definite “scontri diretti” al pari delle rivali di alta classifica della passata stagione. Un’uscita che aveva scatenato un acceso dibattito mediatico, con le rimostranze delle tifoserie rivali per il presunto scarso rispetto verso i due club.
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Nel post-partita di San Siro, intervistato da DAZN, Chivu ha voluto smontare l’intero caso ponendo l’accento sulla natura retorica della sua affermazione. Il tecnico nerazzurro ha spiegato di essere stufo delle continue critiche rivolte all’Inter nella passata stagione, spesso indicata come vulnerabile soltanto nei grandi appuntamenti e nelle serate europee (in riferimento al Bodø/Glimt). L’intenzione dell’allenatore era semplicemente quella di evidenziare come, al giorno d’oggi, ogni partita di Serie A vada affrontata con lo stesso livello di attenzione e che definire uno scontro diretto solo in base al blasone o alla classifica possa risultare riduttivo.
CHIVU – «Era una domanda rivolta al giornalista che mi ha fatto quella domanda, cosa intendeva lui sugli scontri diretti. Sono stufo di tutto quello che avevo sentito l’anno scorso. Ci sta anche rimproverare la squadra per ciò che non riusciva a fare. In questo momento l’Inter era attaccabile solo su due cose: gli scontri diretti non vinti e il Bodo Glimt. Era una domanda retorica fatta a lui, non ho mancato di rispetto né al Milan né alla Juve, sappiamo tutti cosa vogliono dire queste due società. Non viene riportata bene la mia dichiarazione, si rigira sempre come si vuole perché la negatività porta click-bait e la notizia. Tutti noi abbiamo l’obbligo di mantenere un equilibrio nell’educare la gente».