Adzic confessa: «Contro la Juve gara speciale. Il gol contro l'Inter resterà per sempre nel mio cuore. Ecco qual è il mio obiettivo»
Hanno Detto

Adzic confessa: «Contro la Juve gara speciale. Il gol contro l’Inter resterà per sempre nel mio cuore. Ecco qual è il mio obiettivo»

Adzic in una lunghissima intervista ai microfoni di Sassuolo Channel ha parlato anche di Juve e della sua esperienza in bianconero. Cosa ha detto il montenegrino

Il percorso di crescita che ha portato Vasilije Adzic alla sfida di Serie A tra Sassuolo e Juventus parte da lontano. In un’intervista rilasciata a Sassuolo Channel, il giovane centrocampista montenegrino ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera, iniziata con i primi calci al pallone e proseguita tra Polestar, Buducnost Podgorica, la selezione nazionale, la Juventus e infine il club neroverde. Un percorso guidato dalla consapevolezza che il talento va dimostrato quotidianamente.

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I primi passi e le giovanili in Montenegro

La passione per il calcio nasce sui banchi di scuola. L’ex Juve nel calcio da bambino trovava una spinta naturale: «A scuola mi piaceva sempre andare a fare sport, sicuramente perché fin da bambino mi emozionavo subito con la palla. Quando sei piccolo e passi tutta la scuola con i tuoi amici è veramente un periodo che ricordi per tutta la vita. Ho ricordi bellissimi».

Il percorso strutturato comincia nella Polestar attorno ai sei o sette anni, sotto la guida di una figura chiave: «Quando sei bambino cerchi sempre di divertirti. Ho avuto un allenatore con cui sono stato tanti anni prima di andare nell’altra squadra, un grande allenatore dal quale ho imparato tantissimo. Posso soltanto ringraziarlo».

A 14 anni si trasferisce al Buducnost Podgorica. Il debutto tra i professionisti arriva a soli 16 anni, segnato da una rete indimenticabile: «Anche il Buducnost devo ringraziarlo tantissimo perché mi ha dato fiducia e tutto quello di cui un giovane ha bisogno». Aggiungendo poi: «Avevo 16 anni quando ho giocato la mia prima partita con il Buducnost e ho fatto un grandissimo gol. Era il 28 agosto: lo ricorderò per tutta la vita».

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Successivamente giunge la chiamata della nazionale del Montenegro. L’inserimento di Adzic in Nazionale è avvenuto in modo graduale: «Quando arrivi in una nuova Nazionale è importante capire come integrarti. Penso di aver trovato molto bene il mio modo di esprimermi».

L’approdo in Italia e l’esperienza alla Juventus

Il passaggio alla Juventus rappresenta un salto di categoria importante. Le prime impressioni di Adzic alla Juventus sono state caratterizzate da un forte impatto emotivo: «Quando sono arrivato alla Juventus ero emozionato. Ho fatto tutto quello che potevo per dimostrare le mie qualità e meritarmi questa opportunità in Italia. Allenarsi con grandi campioni è importantissimo. Avevo 18 anni e ho imparato tantissimo da tutti gli allenatori e da tutti i giocatori».

Il percorso ha compreso anche il passaggio nella seconda squadra: «La Juventus Next Gen è un sistema molto buono, costruito molto bene dalla società. Muharemovic è sicuramente uno dei tanti giocatori usciti da quel progetto».

L’esordio in prima squadra ha visto la partecipazione della sua famiglia sugli spalti: «La mia famiglia era allo stadio. Quando sono entrato e poi è finita la partita ho visto che piangevano tutti e due. È stato un giorno veramente emozionante. Mi hanno detto che avevo fatto quello che avevo sempre sognato. In quel momento ho pensato a tutto e ho capito di aver realizzato il mio sogno».

Tra i momenti più significativi della parentesi torinese rientra la rete segnata nel Derby d’Italia. Il primo gol di Adzic contro l’Inter ha lasciato un segno indelebile: «Era il derby. Ho segnato il mio primo gol con la Juventus e l’ho fatto contro l’Inter. È stato un gol per la vittoria e porterò quell’emozione con me per tutta la vita. Il 13 settembre è un giorno speciale nel mio cuore».

Il passaggio al Sassuolo e la sfida da ex

In vista del match di campionato, il confronto imminente tra Adzic e la Juventus presenta risvolti particolari data la recente militanza in bianconero: «Sarà una partita molto strana per me perché fino a un mese fa giocavo con i calciatori della Juventus. Sono stato con loro per due anni. Li conosco bene, conosco tutti e conosco tutto l’ambiente».

L’obiettivo professionale resta tuttavia prioritario: «Sarà una partita molto speciale per il mio cuore. Ma cercherò di batterli e di fare tutto quello che posso per prendere i punti. Per questo giochiamo a calcio: per vincere e fare il meglio possibile».

La decisione di trasferirsi in Emilia è maturata dopo diverse consultazioni. La scelta del Sassuolo da parte di Adzic è stata confermata dalle opinioni raccolte: «Da tutti i giocatori che sono passati da qui ho sempre sentito parlare benissimo di questo club. Prima di venire ho parlato con alcuni miei compagni che avevano avuto esperienze qui. Mi hanno raccontato cose molto positive».

All’interno dello spogliatoio neroverde, un ruolo di supporto è svolto da Nemanja Matic: «Devo elogiarlo un po’. È una persona straordinaria. Da quando sono arrivato qui mi ha aiutato tantissimo, ma prima di tutto voglio dire che è una persona eccezionale».

Un altro fattore determinante è stata la guida tecnica. L’intesa tattica tra Adzic e Aquilani si è basata sulla condivisione dell’impostazione di gioco: «Il mister ha idee chiarissime, anche un po’ diverse rispetto a quello che spesso si vede in Italia, perché vuole giocare sempre la palla. Questa cosa mi è piaciuta dal primo giorno. Prima di arrivare avevo parlato con Aquilani e mi aveva spiegato il suo sistema di gioco. Mi è piaciuto e, una volta arrivato, ho sentito subito la sua fiducia».

Sulle prospettive della squadra aggiunge: «Abbiamo una squadra forte, con giocatori veramente forti. Forse sono rimasto anche un po’ sorpreso dalla qualità che abbiamo. Secondo me possiamo fare grandi cose insieme».

Tifosi, radici e prospettive future

Il centrocampista sottolinea l’importanza del sostegno del pubblico, specialmente durante le partite esterne: «Quando i tifosi vengono in trasferta per sostenere te e la squadra devi ringraziarli. Affrontano difficoltà e viaggiano per esserci. Quello che possiamo fare noi è niente rispetto a quello che fanno loro. Li ringrazio anche adesso perché ci aiutano tantissimo».

Mantenendo un forte legame con la propria terra d’origine, l’attaccamento di Adzic per il Montenegro emerge chiaramente nelle sue parole: «Del Montenegro posso dire soltanto cose bellissime. È un Paese fantastico. È piccolo, ma c’è veramente tutto: il mare, la montagna e in due ore di macchina puoi passare dall’uno all’altra. Voglio dire a tutti quelli che ascoltano questa intervista di venire a vedere il Montenegro».

Riguardo al giudizio espresso in passato dal tecnico Robert Prosinecki: «Quando senti certe cose da una persona che conosce così bene il calcio ti dà ancora più fiducia. È stato un giocatore fortissimo».

Sulle proprie ambizioni e sull’identità calcistica, la visione professionale di Adzic si concentra sulla crescita individuale senza paragoni diretti: «Guardo tanto calcio e ho tanti idoli. Mi piacciono molti giocatori della Serie A e anche di altri campionati che giocano nel mio ruolo. Ma alla fine io sono Adzic e voglio dimostrare quello che posso fare».

Concludendo sui prossimi obiettivi di carriera: «Devo migliorare giorno dopo giorno e lavorare sempre di più. Questo è il mio obiettivo. Voglio dimostrare le mie qualità, che penso siano importanti. Però bisogna dimostrarle».

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