
Adani punta il dito contro Spalletti: «Se la Juve non è una grande squadra è anche a causa sua. Gli manca qualcosa». L’analisi del noto opinionista sui bianconeri
Il primissimo stop stagionale incassato dalla Juventus sul campo del Sassuolo continua a sollevare un’ondata di accesi dibattiti nel panorama calcistico nazionale. La pesante sconfitta del Mapei Stadium, maturata negli ultimi istanti di gara a causa della stoccata decisiva firmata dal grande ex Adzic in pieno recupero, ha spalancato le porte a severe riflessioni sul momento di forma della Vecchia Signora. Nel corso dell’ultima puntata de La Domenica Sportiva, l’opinionista Lele Adani ha sferrato un attacco frontale nei confronti della prestazione bianconera e della gestione tattica di mister Luciano Spalletti.
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Nel corso del suo circostanziato intervento televisivo, l’ex esperto calciatore ha analizzato senza filtri le fragilità e le lacune mostrate dalla formazione torinese: «La Juventus non riesce a mettere i giocatori nelle condizioni di performare. E mi chiedo: è una grande squadra? Secondo me è lontana dall’esserlo. Se Conceiçao punta e gli manca sempre qualcosa, se Kelly legge male le situazioni e se Kolo Muani sbaglia a legare il gioco, sono episodi nocivi e quando sbagli perdi le partite. Se una squadra gioca un calcio offensivo che porta calciatori a fare goal ma poi non lo fanno, manca qualcosa anche all’allenatore che gestisce la squadra. Sbaglio o prima Spalletti ha detto che la linea difensiva doveva scappare?! E chi glielo insegna ai difensor?! L’allenatore».
Le parole di Adani puntano l’indice sulla totale mancanza di amalgama collettivo e sulle evidenti lacune di lettura nei singoli reparti, chiamando in causa direttamente la guida tecnica per le gravi amnesie difensive e per l’incapacità di valorizzare al meglio le risorse d’organico a disposizione. Un’affilata disamina che accentua ulteriormente la pressione attorno all’ambiente bianconero, chiamato a una reazione immediata sul campo per dimostrare di poter realmente competere ai livelli più alti.