Inchiesta arbitri, l'AIA esprime soddisfazione dopo la richiesta di archiviazione per la tranche sulla frode sportiva: «Sempre stati convinti dell’assoluta correttezza dei nostri associati»
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Inchiesta arbitri, l’AIA esprime soddisfazione dopo la richiesta di archiviazione per la tranche sulla frode sportiva: «Sempre stati convinti dell’assoluta correttezza dei nostri associati»

Inchiesta arbitri, l’AIA ha espresso la propria soddisfazione dopo la richiesta di archiviazione per la tranche sulla frode sportiva

Si chiude con un sospiro di sollievo un capitolo delicato per il mondo del calcio. L’AIA esprime profonda compiacimento per la svolta giudiziaria giunta dalla Lombardia: la Procura di Monza ha infatti avanzato la domanda di archiviazione per la tranche dell’inchiesta sugli arbitri legata alla presunta frode sportiva.

La vicenda vedeva coinvolte figure di primo piano della classe arbitrale: l’ex designatore Gianluca Rocchi, l’ex dirigente Andrea Gervasoni e i Video Match Official Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca. I riflettori degli inquirenti si erano accesi sulle presunte segnalazioni e pressioni verso la centrale VAR di Lissone, filone originariamente avviato dai PM milanesi e poi trasferito per competenza territoriale.

Gli accertamenti investigativi non hanno evidenziato comportamenti dolosi o tentativi di alterare i risultati del campo. Sebbene i magistrati abbiano segnalato alcune fragilità organizzative e gestionali nella struttura federale — aspetti eventualmente valutabili sotto il profilo della giustizia sportiva o interna —, il quadro penale cade integralmente.

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L’AIA ha precisato di aver appreso l’esito dagli organi di informazione, rimarcando il sostegno incrollabile espresso verso i direttori di gara fin dalle prime battute delle indagini. Nel proprio comunicato, i vertici arbitrali hanno evidenziato: «Una notizia che accogliamo con grandissima soddisfazione, essendo sempre stati convinti dell’assoluta correttezza dei nostri associati e fiduciosi nell’operato della magistratura».

I risvolti dell’indagine, lasciano intravedere un netto ridimensionamento delle contestazioni iniziali, restituendo serenità agli addetti ai lavori dopo mesi di forte pressione mediatica. Riprendendo le valutazioni già avanzate durante la chiusura del primo filone d’indagine, l’Associazione ha rimarcato la necessità di tutelare gli uomini coinvolti: «Come già ribadito in occasione dell’archiviazione del precedente filone di inchiesta, ci auspichiamo che tutti loro possano finalmente ritrovare la necessaria e dovuta tranquillità e che la loro immagine venga ora pienamente e giustamente ripristinata».

Questo ennesimo passaggio istituzionale segna un momento decisivo. Se sul piano giudiziario la Procura archivia le ipotesi di illecito, resta aperto il confronto sul potenziamento dei protocolli organizzativi e sulla governance del settore per garantire massima trasparenza alle competizioni future.

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