
Sostanza in mediana, pulizia nella trequarti avversaria e lavoro sporco: l’analisi dei numeri e del contributo fondamentale del centrocampista texano
Il ritorno a pieno regime di Weston McKennie si conferma una delle chiavi tattiche fondamentali per la Juventus di Luciano Spalletti. Nella vittoria casalinga contro l’Atalanta, il centrocampista americano ha sfoderato un’altra prestazione totale per dinamismo, intelligenza tattica e lavoro di raccordo, restituendo all’istante la giusta compattezza tra la linea difensiva e il reparto offensivo. Con lui in campo la squadra ha riacquistato fluidità nelle transizioni e quell’equilibrio indispensabile nei momenti di massima pressione della gara.
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L’analisi dei numeri del match mette in evidenza un contributo di altissima qualità nella metà campo avversaria, dove McKennie ha fatto valere sia la sua fisicità sia un’inaspettata pulizia tecnica. Con 50 tocchi totali e 28 passaggi completati su 33 (85%), il texano si è distinto per un eccellente 89% di precisione nei passaggi nella metà campo avversaria (17/19), sfornando 1 passaggio chiave e mettendo a referto anche 1 tiro in porta (0.11 xG totali). La sua capacità di inserirsi tra le linee continua a rappresentare una spina nel fianco per le retroguardie avversarie.
A fare la differenza per lo scacchiere di Spalletti è stata anche la consueta generosità in fase di ripiegamento e non possesso. McKennie ha garantito 4 contributi difensivi cruciali, distribuiti tra 2 chiusure difensive, 3 palloni recuperati e il 100% di contrasti vinti (1/1), a cui si aggiunge 1 tiro respinto e un lavoro sfiancante sui duelli aerei e a terra. Un profilo polivalente e imprescindibile, capace di garantire equilibrio strutturale e di far fare il salto di qualità all’intera manovra bianconera.