La stoccata di De Laurentiis alla Juve: «Ho vissuto Calciopoli e ho avuto successo senza mai imbrogliare. E su Spalletti...»
Hanno Detto

La stoccata di De Laurentiis alla Juve: «Ho vissuto Calciopoli e ho avuto successo senza mai imbrogliare. E su Spalletti…»

De Laurentiis a margine di un premio ricevuto a Roma ritorna a parlare di Calciopoli e anche di Spalletti. Le sue parole

Aurelio De Laurentiis torna a far sentire la propria voce, regalando dichiarazioni che lasciano il segno nel panorama calcistico italiano. Il patron azzurro, dopo aver ottenuto a Roma il Premio Sportivo alla Carriera della Stampa Estera, non ha risparmiato commenti taglienti verso il passato e il presente del pallone nostrano.

Tra i passaggi più significativi dell’intervento del presidente del Napoli, spicca un chiaro riferimento ai successi ottenuti dalla sua gestione. Il produttore cinematografico ha ricordato il percorso intrapreso nel calcio con orgoglio, evidenziando come i suoi trionfi siano arrivati sempre nel pieno rispetto delle regole. Un passaggio che suona come una vera e propria stoccata alla Juve, specialmente quando evoca i tempi bui dello scandalo che travolse il movimento sportivo anni fa: «Se noi siamo stati bravi nel cinema che in Italia è sempre stato fallimentare, cosa vuoi che sia il calcio? Mi ci buttai a capofitto e dopo aver vinto due scudetti e cinque coppe in 22 anni, avendo riportato entusiasmo ed essendo la squadra che da più anni consecutivamente è in Europa…bravissimi tutti, ho vissuto anche Calciopoli e ho avuto successo senza mai imbrogliare, ed è fondamentale per me».

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Il discorso di De Laurentiis si è poi spostato sulla gestione tecnica delle società e sul ruolo dei tecnici. La visione aziendale del numero uno partenopeo resta rigida: le guide tattiche svolgono un ruolo fondamentale nel coordinare la rosa, ma devono sempre rispondere alla proprietà. L’attenzione si è focalizzata in particolare sulla figura dell’ex allenatore azzurro, con il numero uno dei partenopei che ha glissato con freddezza sulle recenti rappresentazioni mediatiche: “Non fatemi parlare di Spalletti. Lei guarda la televisione? C’è tutto un racconto in cui vengono messi in scena Totti e Spalletti, con il figlio di Castellitto, e vengono raccontati in forma di fiction gli avvenimenti relativi a quella vicenda…». Proseguendo sulla funzione dei tecnici, ha ribadito: “Gli allenatori devono capire di essere dei collaboratori chiamati a dirigere l’orchestra formata dai calciatori, ma rimangono comunque dei dipendenti. A volte tendono a dimenticarlo. È chiaro il ragionamento?».

Infine, la pianificazione sportiva secondo De Laurentiis mira a un modello basato sulla linea verde, con una preferenza per atleti di prospettiva in grado di sostenere i ritmi attuali: «Io vorrei una squadra composta soltanto da giovani. Buffon è arrivato fino a 40 anni? All’epoca si giocava meno rispetto a oggi. Inoltre un portiere, generalmente, non è sottoposto allo stesso stress fisico di un giocatore di movimento. Secondo me quello che viene maggiormente sollecitato è il centrocampista, perché deve osservare ciò che succede davanti a lui ma anche quello che accade alle sue spalle. Non credo sia un caso che molti dei migliori allenatori siano stati, più o meno, dei centrocampisti».

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