
Conferenza stampa Spalletti post Juve Napoli: le sue dichiarazioni dopo il match della 10ª giornata di Serie A 2026/27
(inviato all’Allianz Stadium) – Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa dopo Juve Napoli, valida per la 10ª giornata di Serie A 2026/27.
VITTORIA – «I calciatori hanno messo mano a questa voglia di riguadagnarsi la fiducia dei nostri tifosi, sono andati a fare duelli, a fare corse per i compagni e per la squadra senza avere il dubbio di buttarla via. Hanno vinto una partita in maniera meritata e quindi si fanno i complimenti. Se questo primo passo non lo fanno da soli, quando cadi in basso come mercoledì diventa difficile. Si può fargli fare qualsiasi cosa ma solo loro possono mettere mano in questa cosa. Non c’è tattica o sistema di gioco che tenga se no fai duelli, se non guadagni metri invisibili o non rimani alto come fatto nel secondo tempo. Tu stai lì, cerchi di rimanere alto, aspetti poi che qualcuno faccia il primo passo e diventi contagioso per gli altri e si ridiventa mezza squadra per vincere una partita fondamentale per noi, con enormi difficoltà. Lo dico eh, siamo in 13. Sarr stasera non poteva giocare. Tutti che strillano Cambiaso non lo mettere ma non abbiamo altri. Mi faceva piacere farlo giocare, anche se non era andato benissimo mercoledì. Si è fatto – spero no – male Cabal, vediamo McKennie. Alle scuderie va bene dire che alla Juve devi vincere il campionato mentre le altre devono andare in Champions. Le scuderie di gruppi. Se gli si leva pressione giocano tranquilli. In questo momento non si può competere in niente, se non si riacquistano giocatori si sta in queste difficoltà. Non riesci a ricreare quella possibilità fisica, mentale, se non cambi quei calciatori e non hai possibilità di allenarti e fare grandi cose. Merito loro, han rimesso contrasti, fame di vincere una partita difficilissima sulla carta. Per noi diventa una partita enormemente difficile, si è giocato contro il Napoli che ha gli stessi punti nostri».
ANDAMENTO DELLA PARTITA – «Appena siamo entrati dentro il Napoli ha preso in mano la gara e ha avuto difficoltà nell’agganciare l’avversario. Non riuscivamo a trovarlo nelle scalature. Non ci riusciva nel primo tempo. Vicario ha fatto una gran parata su Lucca all’inizio. Poi abbiamo fatto più duelli, abbiamo cominciato a far meglio ma è stato un primo tempo sotto livello per tutti e due. Nel secondo tempo meglio, Alajbegovic non è tornato più indietro per coprire su Di Lorenzo. Abbiamo preso in mano la partita noi e qualche volta ci abbiamo provato anche in maniera sconquassata. Lo stadio ha partecipato, quella è la vera faccia dello Stadium. Poi ci è voluto questo gran gol di Alaj, ha questa possibilità del calcio da fuori. Poi Boga, Zhegrova, Gatti han fatto la differenza. Sono entrati dentro la fiducia di chi aveva messo in mano questa situazione qui».
NAPOLI – «Ho abbracciato Massimiliano a fine partita, ci siamo salutati e incontrati. Non è vero che con lui non parlo e che ci stiamo antipatici. Ho fatto viaggi in treno, con lui e Landucci, è stato due giorni da me. Però si scrive che ha detto ‘Pelato di mer*a’, perché appartenete a scuderie».
ALAJBEGOVIC, CABAL E MCKENNIE – «Sono tutti da controllare. Ho il dubbio che per McKennie che qualcosa ci sia. Cabal ha giocato una partita straordinaria ed era tanto che non giocava, è stato uno dei migliori in campo».
COME RIDARE FIDUCIA A KOLO MUANI – «Non lo so. Bisogna reagisca a dei momenti che possono capitare. Per me ha giocato una buona partita, io l’ho tolto per mettere uno fresco, non perché ha giocato in modo insufficiente. Zhegrova in quel momento era nella condizione di giocare nella metà campo avversaria. Lo tolgo perché si possono fare 5 sostituzioni e non perché è uno dei peggiori in campo. Potevo togliere anche uno dei 5 centrocampisti per mettere Sarr ma non era in condizioni ottimali. Il pubblico quando paga può dire e fare quello che vuole, quindi va accettato il consenso e il dissenso. Ma se si dice che la Juve deve vincere il campionato qualcuno ci casca. Abbiamo tutta la squadra fuori, non possiamo fare niente. Se il pubblico ci dà il sostegno a noi ci dà una mano».