
Marocchi: «Non ho ancora capito quale sia il modulo della Juventus, è un aggiustamento continuo». Parla l’ex bianconero
Ospite negli studi televisivi di Sky Sport, l’ex centrocampista bianconero Giancarlo Marocchi ha approfondito con grande attenzione i risvolti tattici del pesantissimo successo ottenuto dalla Juventus ai danni del Napoli all’Allianz Stadium nel posticipo della decima giornata di Serie A. Una vittoria fondamentale per la classifica e per il morale della compagine guidata da Luciano Spalletti, reduce dalle scorie della brutta caduta di Marassi contro il Genoa. Nel corso del dibattito post-partita, l’opinionista si è soffermato in modo particolare sulla gestione dei cambi e sulle scelte operate dal tecnico toscano durante la ripresa, evidenziando le difficoltà strutturali di un assetto costantemente condizionato dalle pesanti assenze:
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«Alla fine Spalletti ha fatto la mossa per bloccare la partita. Nel primo tempo gara bella, ma leggermente a favore del Napoli. Lui toglie un centrocampista, mette un difensore e non succede più niente poi hai bisogno che qualcuno te la metta all’incrocio. È tutto un aggiustamento, non ho ancora capito… Se avessi tutta la squadra al completo metterei 4-2-3-1 perché ho tutti esterni, adesso che non li ha è sempre lì a pesare. Un compito difficile fare l’allenatore di questa Juve».
La disamina di Marocchi tocca il tasto più sensibile del momento vissuto dalla Signora. Costretto a rinunciare a lungo a interpreti cardine come Kenan Yildiz, Manuel Locatelli, Khéphren Thuram e gli esterni offensivi di ruolo, l’allenatore bianconero è condannato a un continuo esercizio di pragmatismo tattico. La mossa di blindare la cerniera difensiva inserendo un centrale in più ha congelato i rifornimenti azzurri, aprendo la strada all’invenzione balistica del diciannovenne Kerim Alajbegovic e al successivo raddoppio di Jérémie Boga. Tuttavia, finché l’infermeria non restituirà a Spalletti l’organico al completo per poter schierare il suo ideale tridente alle spalle del centravanti, sedere sulla panchina bianconera rimarrà un compito complesso.