Guardalà: «Chi paga il biglietto può fare quello che vuole, ma non è possibile contestare dopo trenta secondi»
Hanno Detto

Guardalà: «Chi paga il biglietto può fare quello che vuole, ma non è possibile contestare dopo trenta secondi»

Guardalà: «Chi paga il biglietto può fare quello che vuole, ma non è possibile contestare dopo trenta secondi». Il pensiero del giornalista

Scendere in campo all’Allianz Stadium non è stato affatto semplice per la Juventus di Luciano Spalletti, chiamata ad affrontare il delicatissimo match contro il Napoli in un clima di palpabile e pesante tensione ambientale. Il popolo bianconero, ancora scosso e profondamente ferito dalle recenti e deludenti battute d’arresto maturate contro la Lazio e il Genoa, si è presentato sugli spalti con l’animo esasperato e ben poca pazienza nei confronti della squadra. A fotografare nel dettaglio questa frattura tra gli spalti e il terreno di gioco è stato Giovanni Guardalà, inviato di Sky Sport, che ha commentato con toni molto critici l’atteggiamento dei tifosi:

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«Allora, chi paga ha il diritto di dire la sua eccetera, però se vuoi aiutare la squadra non è possibile che dopo trenta secondi già inizi a contestare, trenta secondi, non trenta minuti. In più, i fischi per Kolo Muani, che comunque sta giocando male, ma di certo non viene aiutato, addirittura fischi quando entra in campo un tuo giocatore, Cambiaso, secondo me è sbagliato. Poi ognuno ha il diritto di fare ciò che vuole, se paga il biglietto, chiaramente».

L’analisi del giornalista tocca un punto nevralgico della serata torinese, mettendo a nudo l’insofferenza di uno stadio che ha manifestato il proprio disappunto fin dai primissimi istanti di gara. La contestazione immediata e i fischi sonori indirizzati a Randal Kolo Muani, apparso ancora una volta opaco e isolato, nonché l’accoglienza gelida riservata ad Andrea Cambiaso al momento del suo ingresso sul terreno di gioco, raccontano quanto sia sottile il filo su cui cammina la Signora. Il prezioso successo per 2-0 conquistato sui partenopei ha regalato una boccata d’ossigeno vitale alla classifica e alla guida tecnica, ma per ricucire definitivamente lo strappo con la tifoseria serviranno ben altre prestazioni e una continuità di rendimento nel tempo.

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