Elezioni presidente FIGC: Malagò o Galliani? Ecco perché la Juventus non si è ancora schierata
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Elezioni presidente FIGC: Malagò o Galliani? Ecco perché la Juventus non si è ancora schierata

Elezioni presidente FIGC: Malagò o Galliani? Ecco perché la Juventus non si è ancora schierata né da una parte né dall’altra

Nella corsa alla presidenza della FIGC, che vede contrapposti Adriano Galliani e Giovanni Malagò – tema centrale dell’editoriale dello scorso sabato –, il posizionamento strategico della Juventus continua a catalizzare l’attenzione dei vertici del calcio italiano. Di fronte al bivio tra l’esperto ex amministratore delegato di Milan e Monza e l’ex presidente del CONI, attualmente commissario della Lega Serie A, il club che vanta più scudetti di tutti ha scelto sinora di non compiere manovre palesi, restando apparentemente indeciso. Secondo quanto appreso da Calcio e Finanza attraverso molteplici fonti torinesi e non solo, alla base di questa prolungata fase di stallo non vi è affatto una banale incertezza, bensì una complessa e delicata rete di rapporti e relazioni che investono l’intero ambiente bianconero.

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Un aspetto fondamentale va chiarito con forza fin da subito: non esiste alcuna forma di contrapposizione o frattura interna tra la guida operativa e la proprietà sul dossier federale. Al contrario, proprio l’assoluta e reciproca comprensione delle ragioni dell’altra parte sta inducendo la società a non muoversi precipitosamente. In termini prettamente operativi,l’amministratore delegato Giovanni Carnevali avrebbe ben pochi dubbi nel garantire il voto della Signora a Galliani. Tale orientamento non deriva soltanto dalla storica affinità personale e di vedute manageriali con Beppe Marotta, principale sponsor del dirigente brianzolo insieme alla famiglia Percassi, ma scaturisce dalla ferma convinzione, condivisa con le maggiori potenze calcistiche del Nord, della bontà di questa candidatura per ragioni industriali e di complessivo rilancio del sistema.

Dall’altra parte della contesa, tuttavia, Malagò non rappresenta affatto un profilo qualunque, soprattutto agli occhi della dinastia Agnelli-Elkann. Il dirigente romano è uno storico amico di gioventù e socio paritetico nella holding GL Investimenti di Lupo Rattazzi – figlio di Susanna Agnelli, sorella dell’Avvocato Gianni – e dell’ex presidente della FIAT Luca Cordero di Montezemolo. Una vicinanza storica all’ambiente sabaudo consolidata anche dal legame paterno: il padre Vincenzo, figura squisita e vertice della celebre concessionaria capitolina Samocar, fu a sua volta grande amico di Gianni Agnelli. Esistono dunque ragioni profonde che travalicano il rettangolo di gioco e giustificano la scelta bianconera di prendere tempo prima di compiere il passo decisivo.

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