
Paratici ritrova la Juve e anche alcuni giocatori come McKennie, Rugani, Neto e Pinsoglio, presenti ai tempi bianconeri
La sfida di stasera al Franchi riaccende i riflettori sulla storia di Fabio Paratici, il grande ex che torna ad incrociare il proprio percorso con la Juventus dopo aver scritto pagine indelebili a Torino. L’attuale dirigente della Fiorentina, arrivato in viola a inizio 2026, si trova di fronte all’eredità lasciata in bianconero, una squadra dove tuttavia rimangono pochissimi volti del suo passato vincente.
Come ricordato da ‘La Gazzetta dello Sport’, l vero ed unico superstite tra i titolari di quella felice parentesi legata alla Vecchia Signora è Weston McKennie. Prelevato dallo Schalke 04 grazie al fiuto di Paratici e del suo braccio destro Lorenzo Giani, l’americano ha dimostrato una resilienza straordinaria. Da scommessa a elemento imprescindibile, Il giocatore ha conquistato via via tecnici dalle filosofie totalmente opposte come Andrea Pirlo, Massimiliano Allegri, Thiago Motta, Igor Tudor fino a Luciano Spalletti. Nonostante non sia il clone di Arturo Vidal, il jolly texano ha saputo collezionare successi come la doppietta Coppa Italia-Supercoppa nella gestione Pirlo, imponendosi in un reparto che ha visto scorrere numerosissimi interpreti alla Continassa.
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Il decennio vissuto da Paratici a Torino, al fianco di Beppe Marotta, Andrea Agnelli, Pavel Nedved e Federico Cherubini, con Antonio Conte come allenatore della svolta, ha portato in bacheca trofei a ripetizione e campioni del calibro di Carlos Tevez, Paulo Dybala, Gonzalo Higuain e Cristiano Ronaldo. A quel ciclo straordinario guidato in panchina da Allegri è mancata solo la Champions League, sfiorata nelle finali del 2015 e del 2017 contro il Real Madrid.
Oggi Paratici ritrova sul suo cammino alcuni testimoni di quell’epoca: da Daniele Rugani a Neto (rientrato a Torino dopo l’infortunio di Kamil Grabara come vice di Guglielmo Vicario), fino a Carlo Pinsoglio, lo storico team manager Matteo Fabris, Giorgio Chiellini e il ds Marco Ottolini. Al contempo, un pezzo di quel passato vive oggi al Viola Park grazie alle scelte operative di Paratici, che ha portato a Firenze professionisti come Claudio Filippi, Nicolò Fagioli e Radu Dragusin per costruire il futuro della Fiorentina.