Allegri e il suo futuro bianconero: la Juve crede di poter battere l’Atletico

Mai come questa volta il futuro di Allegri dipende dai risultati: contro l’Atletico la partita della verità

Il futuro di Massimiliano Allegri dipenderà dai risultati. Mai come quest’anno, il destino del tecnico bianconero passa dalla più classica valutazione che decide il percorso di buona parte dei suoi colleghi. Non è una questione di mancata riconoscenza nei confronti dell’uomo e del professionista, tra i più stimati di sempre della storia bianconera per i risultati ottenuti in questi anni. Quanto per la necessità di dare continuità alla crescita esponenziale del progetto tecnico degli ultimi anni.

Atletico Juve da dentro o fuori anche per Allegri

Contro l’Atletico Madrid, il prossimo 12 marzo, sarà dunque un crocevia importante anche per il futuro dell’allenatore: «Ci siamo visti l’altro giorno con il presidente – ammette Allegri -. Come ogni anno valuteremo il futuro senza alcun problema». Frettolose le conclusioni di chi si proietta già al toto-allenatore: non perchè, ad oggi, non esista la possibilità di un nuovo corso juventino, quanto perchè ogni valutazione sarà fatta a bocce ferme. C’è piena fiducia, insomma, nella gara di ritorno degli ottavi di Champions League.

Il futuro di Allegri e gli eventuali nomi dei sostituti

Il confronto tra Allegri e Agnelli, e il club in generale, è sempre stato limpido. La dirigenza ha assecondato a pieno le scelte dell’allenatore in ogni circostanza, coinvolgendolo anche in alcune scelte di calciomercato Juve. Allegri, dal canto suo, fino allo scorso anno ha allontanato le sirene straniere, anche se i top club europei non hanno mai chiuso la finestra sul suo operato. In caso di nuovo corso, la Juve andrebbe su un profilo di sicuro affidamento. Ragionando principalmente su due aspetti: risvegliare la juventinità con un ex giocatore come Zidane o Conte, o puntare tutto sulla spettacolarità del gioco con un nome come Guardiola. Tra tutti, però, è in vantaggio ancora Allegri… e quella voglia di crederci fino in fondo a scalare fino in cima al tetto d’Europa.