Analisi tattica Juve Sampdoria: Ramsey illumina tra le linee

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Analisi tattica Juve-Sampdoria: la partita dello Stadium analizzata nei dettagli. Le mosse di Andrea Pirlo e Claudio Ranieri

(Di Jacopo Azzolini) All’Allianz Stadium si affrontano la Juventus e la Sampdoria. Il match e le mosse dei due allenatori analizzate e studiate nei minimi dettagli.

L’importanza di Bonucci nel palleggio

Contro la Sampdoria, la Juventus si è schierata nello stesso identico modo che ha fatto vedere contro il Novara: ossia, un evidente 3-2-5 in fase di possesso che ha fatto vedere una differente occupazione degli spazi rispetto a Sarri. La Juve di Pirlo cerca molto di più i cambi campo, con i quinti molto alti a dare ampiezza: lo scopo è quello di isolarli sul lato debole (molto bene soprattutto Frabotta). Si vedono però anche ottime combinazioni centrali per vie interne: insomma, si attacca in più modi, con le punte spesso vicine tra loro per fraseggiare sul corto. In questa partita, si è vista molto l’importanza di Bonucci nel palleggio bianconero: il viterbese ha effettuato una quantità enormi di cambi di gioco (10 passaggi lunghi riusciti) e aperture, con oltretutto bei filtranti tra le linee.

La Juve ha trovato ampiezza e profondità spesso e volentieri. Inoltre, con il pressing della Sampdoria non sempre irreprensibile, anche i due mediani (McKennie e Rabiot) hanno avuto tanto spazio per ricevere e poi cambiare il gioco, con la palla che soprattutto nel primo tempo è girata rapida. La Juve ha creato bene spazi: quando, per esempio, il centro era bloccato, si allargava in fascia per poi tornare in mezzo. Sarà interessante vedere la resistenza al pressing nelle prossime partite, contro squadre che aggrediscono più in avanti.

La qualità di Kulusevski e Ramsey tra le linee

La rifinitura della Juve, uno dei grossi difetti della scorsa stagione, oggi è apparsa convincente, con tanta qualità tra le linee. Ramsey e Kulusevski, che hanno confezionato rispettivamente un assist e un gol, hanno offerto bellissime prove. Si sono mossi intelligentemente su tutto il fronte, combinando sul breve e associandosi a pochi tocchi: i compagni li hanno trovati diverse volte alle spalle del centrocampo avversario, soprattutto il gallese. Ramsey ha avuto intuizioni geniali, mettendo i compagni davanti al portiere diverse volte (6 passaggi chiave per lui). Kulusevski ha invece spesso aggredito lo spazio alle spalle di Augello quando quest’ultimo usciva su Cuadrado.

Inoltre, Kulusevski rende la Juve molto più pericolosa in contropiede: anche quando ci si abbassa, le straordinarie doti atletiche dell’ex Parma consentono di ribaltare velocemente l’azione. Un qualcosa che nelle stagioni scorse era mancato ai bianconeri.

Rabiot cala, la Juve si abbassa

A due facce invece la fase di non possesso dei bianconeri. Nella prima frazione, la Sampdoria ha molto faticato ad arrivare alle punte, con Bonucci che ha costantemente anticipato Bonazzoli. Per quanto i blucerchiati riempissero l’area con tanti uomini, spesso non sono riusciti ad andare al cross: merito di una Juve molto brava a scivolare in fascia, con una squadra estremamente corta in zona palla.

Al contrario, nella ripresa i bianconeri si sono abbassati molto di più. La Sampdoria, che ha fatto entrare Ramirez e Quagliarella, è riuscita ad andare con molta più facilità al cross e al tiro: nella ripresa, i liguri hanno tirato 11 volte contro le 4 della prima frazione. Da segnalare l’evidente calo di Rabiot, che ha perso diversi palloni sanguinosi nella propria trequarti (uno su tutti, quello dell’occasione di Quagliarella). Il francese non riesce sempre a proteggere bene palla quando è pressato.

Questo è un difetto che la Juve si porta dietro da tanto, ossia la difficoltà nel riuscire a rimanere alta e intensa per larghe fasi del match. Quando sarà al meglio, difficilmente Pirlo potrà permettersi di lasciare fuori Bentancur, centrocampista che dà un’aggressività enorme all’intera squadra. In ogni caso, l’esordio di questa nuova Juve è assolutamente positivo.

 

 

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