Analisi tattica Parma-Juve: Bentancur rende feroce il pressing

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Analisi tattica Parma-Juve: la partita del Tardini analizzata nei dettagli. Le mosse di Andrea Pirlo e Fabio Liverani

All’Ennio Tardini si affrontano la Juventus ed il Parma. Il match e le mosse dei due allenatori analizzate e studiate nei minimi dettagli.

Bentancur guida il pressing

Senza palla, abbiamo visto la Juve che ha in mente Pirlo. Una squadra finalmente alta, aggressiva e intensa per tutti i 90′: i bianconeri hanno costantemente recuperato il pallone in avanti, grazie a un pressing feroce e a una riconquista immediata. La squadra era sempre corta, trascinata da un Bentancur sugli scudi. Oltre ad accorciare sul vertice basso avversario, l’uruguagio era poi sempre puntuale nello scappare all’indietro quando il Parma provava a risalire, proteggendo ottimamente la difesa.

Ha recuperato una valanga di palloni in tante zone di campo (come quello che ha portato al terzo gol), grazie a lui e De Ligt la Juve è riuscita a tenere la linea altissima. I giocatori sono stati feroci anche sul risultato di 3-0, sembrano finalmente credere a pieno nella proposta che ha in mente Pirlo: recupero alto del pallone, proprio come vuole l’allenatore. Appena si perde il possesso, bisogna cercare di riconquistarlo.

Il movimento di McKennie e Ramsey

Oltre all’intensità del pressing, la Juve è stata brava a creare tante occasioni contro un Parma che si difendeva molto basso. La velocità della circolazione e i continui smarcamenti hanno però costantemente aperto le linee avversarie, con i bianconeri che andavano spesso al tiro.

La manovra era fluida, vedevamo tante rotazioni e giocatori che si scambiavano spesso di posizione. Quella più interessante era a destra: McKennie, la mezzala del 3-5-2, spesso si apriva, con Kulusevski che entrava dentro al campo. Sull’altro lato, invece, Ramsey giostrava molto bene tra le linee: a seconda della situazione, sapeva se farsi trovare per vie interne (come nel terzo gol), defilarsi o invece attaccare l’area di rigore. Ben 63 passaggi effettuati per il gallese, sempre nel vivo del gioco.

Insomma, una Juve fluida che sapeva sempre leggere bene la situazione: gli spazi erano sempre riempit in modo dinamico, con oltretutto l’area avversaria costantemente piena di maglia bianconera. Sembra lontana la staticità di inizio stagione, oggi i bianconeri si muovono benissimo su tutto il terreno di gioco e sanno creare superiorità numerica.

La spinta di Alex Sandro e Danilo

L’assist per il gol di Kuusevski è arrivato da un cross di Alex Sandro: cross di un quinto per l’altro esterno che finalizza sul secondo palo, una rete che Pirlo si aspetta spesso (l’avevamo vista da Chiesa contro la Dinamo Kiev). Dal brasiliano arrivano molti segnali incoraggianti. L’ex Porto, nel 3-5-2 della Juve, dà ampiezza a sinistra e ha compiti molto offensivi: come abbiamo scritto diverse volte, negli ultimi anni il brasiliano ha un po’ perso la spinta di inizio carriera, c’era qualche dubbio sull’interpretazione del ruolo.

Fin qui, Alex Sandro sta però facendo molto bene negli ultimi metri. E’ convincente quando punta l’avversario e va sul fondo, sta dando un contributo offensivo importante

Da segnalare anche l’ottima gara di Danilo che, come al solito, agiva da terzo di difesa in fase di possesso. L’ex City ha effettuato tante sovrapposizioni interne: si è sganciato spesso in avanti con corse che prendevano in controtempo gli avversari. Queste giocate consentono alla Juve di trovare superiorità numerica e arrivare con facilità nella trequarti avversaria.

Insomma, i bianconeri escono dal Tardini con una vittoria convincente a 360°. Finalmente, la Juve è sempre più simile alla squadra che Pirlo vuole vedere.

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