Agnelli all’Assemblea degli Azionisti: «La Juve vuole primeggiare in tutto»

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Il presidente Andrea Agnelli ha parlato all’Assemblea degli Azionisti della Juventus con il discorso iniziale

Risultati sportivi e risultati economici: sempre a braccetto nell’invidiabile modello bianconero. È stata convocata per oggi, alle ore 10 presso l’Allianz Stadium in Corso Gaetano Scirea 50, l’Assemblea degli Azionisti Juve. Ad aprire la mattinata di lavoro ci ha pensato il presidente Andrea Agnelli che ha illustrato, come di consueto, obiettivi raggiunti e perseguibili. Al termine dell’incontro si terrà una conferenza stampa aperta ai media.


Assemblea Azionisti Juve: il discorso di Agnelli

10.04 –  Il presidente Andrea Agnelli e l’organigramma bianconero stanno prendendo posto

10.05 – Una trasmissione televisiva ha parlato dei rapporti della Juventus con le infiltrazioni della ‘Ndrangheta in Curva Sud. La giustizia sportiva ci ha già condannato, quindi non permettiamo altre voci. D’Angelo non ha aiutato a fare entrare gli striscioni canaglia su Superga. Teniamo conto delle prove e delle sentenze, non ammetto che il nome Juventus sia infangato.

Il 2018, come il 2010, sarà un anno di svolta.  In questi otto anni abbiamo lavorato davvero bene. Abbiamo raddoppiato le persone che lavorano per noi. Ci siamo sacrificati e abbiamo ottenuto risultati. Nel 2010 il fatturato era sotto i 200 milioni, ora siamo sopra i 500 milioni. A livello sportivo sapete benissimo cosa abbiamo fatto. Penso a tre momenti nel passato: punto 1, nel 2010 trovo l’ufficio sprangato di sabato. Nel 2011 il sabato eravamo già 30 persone. Anche oggi c’era già gente molto presto. Vincere è importante, è vero, ma anche le sconfitte servono. E quindi il punto 2 è la finale di Berlino nel 2015, che mi ha dato ancora più passione. Terzo, l’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus. La differenza la fa la squadra, ma avere i migliori aiuta. E Cristiano ci aiuterà, con la consapevolezza che però i calcoli si faranno a fine stagione.

Per affrontare le prossime sfide fino al 2024 abbiamo deciso di rinnovare la leadership della Juventus. Non cambia il metodo: area servizi, ricavi e sport. Ringrazio affettuosamente Aldo Mazzia e Giuseppe Marotta (applauso). Aldo Mazzia è entrato in Exor nel 1987 assunto da mio padre. Il percorso dello Stadium e della Continassa sono opera sua. La Juventus è grata a lui (applauso). Giuseppe Marotta sono 40 anni che dirige le squadre di calcio. La capacità e l’esperienza di Marotta sono stati fondamentali a livello sportivo. Anche a lui i più sentiti ringraziamenti (applauso). Quello che hanno lasciato sono degli ottimi professionisti che potranno prendere il suo posto. Abbiamo scelto una nuova generazione di leader. Per quanto riguarda lo sport, puntiamo a stare nell’elité del calcio (applauso).

Ci sarà un forte e duro lavoro sulla Juve Under 23, una squadra talentosa. Prima si andava di prestiti su prestiti, senza magari poi trovare la Serie A. Essere Under 23 alla Juve vuol dire che i ragazzi sono parte integrante della Juventus, e devono puntare alla prima squadra. L’obiettivo di tutte le categorie deve essere vincere (applauso). L’area servizi dovrà continuare a lavorare come sempre. Deve essere un supporto allo sport e al marketing. Ci aspettiamo una crescita esponenziale. Per l’area ricavi bisogna continuare a crescere per rimanere nell’elité del calcio. Leader: area sport Fabio Paratici, area servizi Marco Re, area ricavi Ricci.

La Serie A si è data un nuovo Statuto con un nuovo Presidente, Gaetano Micciché. La FIGC ha eletto Gabriele Gravina, il quale dovrà organizzare il nuovo Consiglio, dove sarò presente anche io. Queste due figure avranno il compito di migliorare il calcio italiano. Si deve capire bene il progetto per le Seconde Squadre e investire su di esse. Bisogna far crescere anche i competitor del calcio, e investire sui giovani. Stiamo vivendo un periodo di caos tra Serie B, Serie C e Women. Il calcio deve unire, il calcio non è politica. Abbiamo bisogno di armonia. Senza ovviamente togliere lo sfottò. Ma l’odio non c’entra niente con lo sport.

A livello internazionale. Abbiamo concluso gli ultimi dettagli delle coppe europee del triennio 2021-24. La Champions non cambierà. Per l’Europa League, abbiamo pensato a che fare. Alla fine abbiamo creato una terza competizione. Le analogie tra l’Europa e l’Italia sono tante. 

E’ evidente che ridurre il numero di partite delle Nazionali non va bene, ma dobbiamo cercare di razionalizzare anche questo aspetto. Cerchiamo di ridistribuire le date di rilascio dei giocatori. Anche i giocatori hanno bisogno di riposo. Anche a livello europeo serve una ridistribuzione rispetto alle gare domestiche. Non parliamo di SuperLega. La FIFA non ci ascolta e va avanti per la sua strada. I rapporti con loro sono tesi.

10.48 – E’ finito il discorso iniziale di Andrea Agnelli

A fine Assemblea ci sarà la conferenza stampa di Andrea Agnelli