Ezequiel Banegas: «Vi racconto il mio amico Dybala»

Banegas-Dybala
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Intervista all’ex compagno di Dybala ai tempi dell’Instituto «Chiese la 9 a Morata, quest’anno vuole la Champions. E su Messi e il Barcellona…»

Da piccoli giocavano insieme nell’ Instituto de Cordoba, uno classe’92, l’altro ‘93. Poi la loro storia ha continuato a scorrere parallela, ma su binari diversi. Una volta arrivati in Italia, Ezequiel Banegas (che ora gioca nella Triestina) e Paulo Dybala, entrambi emigranti e compaesani, hanno ancora di più rafforzato il loro legame di amicizia. «In estate organizziamo sempre una partitella: la mia squadra contro la sua. L’anno scorso ha vinto lui, ci tiene tantissimo e anche fra di noi gioca sempre super concentrato».

E da piccolo Dybala com’era? Segnava gol a raffica?
In realtà no, segnava meno di adesso. Ha cominciato come trequartista, in Argentina si giocava con il 4-3-1-2, e lui era quello dietro le punte. I suoi idoli infatti erano Riquelme e Aimar. Solo dopo è diventato un “falso nueve”, al centro dell’attacco nel 4-3-3 con cui giocò la prima stagione in B con l’Instituto.

Lo chiamavate già la “Joya”?
Quel soprannome risale proprio a quella stagione d’esordio. Perchè era piccolo, fragile, ma prezioso come un gioiello. Fu un segno del destino. Proprio poche settimane prima dell’inizio del campionato tutti gli attaccanti titolari erano indisponibili, così organizzarono una partitella fra le giovanili. Scelsero Paulo e lo fecero allenare con la prima squadra: quella stagione segnò 20 gol.

E a Palermo?
Abbiamo fatto il viaggio in aereo insieme. Lo hanno fin da subito trattato come un re, anche uno come Zamparini lo ha sempre difeso, pure quando all’inizio le cose non stavano andando benissimo. Ha legato molto con Vazquez, pure lui viene da Cordoba e qualche volta ci ritroviamo tutti insieme.

Della Juve invece cosa ti dice?
I senatori dello spogliatoio, come Buffon, Chiellini e specialmente Barzagli l’hanno preso fin dall’inizio sotto la loro protezione. Quando è arrivato voleva chiedere a Morata di lasciargli il 9, ma poi ha scelto il 21 e  direi che gli è andata bene lo stesso (ride). Il suo sogno questa stagione è la Champions, secondo me dipenderà molto dai sorteggi.

E il Barcellona dell’amico Messi?
Sono due talenti che si intendono a meraviglia per il loro modo di giocare.  Leo Messi ha fatto molto per introdurlo nell’ambiente della Nazionale e sono sicuro che giocheranno insieme per tanti anni con la maglia albiceleste. E porteranno anche a casa un Mondiale: è la speranza di tutti noi argentini.  

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