Barzagli: «Alla Juve ho detto subito sì. Non potevo sognare addio migliore»
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Barzagli: «Alla Juve ho detto subito di sì. Non potevo sognare addio migliore» – VIDEO

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Andrea Barzagli si è raccontato dopo aver dato l’addio alla Juventus. Le parole dell’ex difensore bianconero

Dopo aver dato l’addio alla Vecchia Signora, Andrea Barzagli si racconta ai microfoni di Juventus TV. Le parole dell’ex difensore.

TORINO «Mi ricordo che sono arrivato la sera tardi e il giorno dopo sono andato diretto a fare le visite mediche. Mia moglie ha fatto una passeggiata e mi ha detto che la città è bellissima. Torino è perfetta. Viviamo quasi tutti in centro e ormai è abitudine vedere i calciatori in centro. Non ti dà fastidio nessuno».

JUVE«Paratici veniva a vedermi in Germania. Mi ha svoltato la carriera. Ho sempre sognato di andare in una squadra squadra. Dopo il Mondiale ho scelto di andare al Wolfsburg. Quando è arrivata la Juve ho detto subito di sì. Quando c’è stata l’inaugurazione dello stadio è cambiato tutto. Le vittorie ti danno la spinta per crescere ancora di più. Lo scudetto ci ha fatto crescere ancora di più. Tutto grazie al presidente. La senti la pressione che c’è nella Juve: se indossi un’altra maglia e perdi puoi ricevere delle critiche ma non hai tutta l’attenzione che hai qui. La società è molto più avanti degli altri».

AGNELLI«È bravissimo, fare il presidente a 37 anni non è semplice».

DEL NERI«È stato importante per me, mi ha fatto esordire in Serie A e ha dato il consenso alla Juve per prendermi. È una bravissima persona e un allenatore che ha dato il via a una difesa alta».

ESORDIO«Era a Palermo, abbiamo perso».

PAGELLE «Quando giocavo bene le guardavo, quando giocavo male no».

SCONFITTA NAPOLI – «Quando abbiamo perso in casa con il Napoli ho guardato gli altri in faccia e ho detto “Abbiamo perso il campionato”. Gli altri si sono arrabbiati, ma io ho dato una piccola scossa».

BBC «È nato tutto dalla partita con il Napoli in trasferta. Conte ha avuto l’idea di schierare il 3-5-2. Per anni abbiamo fatto veramente bene, abbiamo fatto partite concedendo poco all’avversario».

8 SCUDETTI«La cosa straordinaria è rivincere».

PIRLO«Quando capiva di essere marcato si spostava per crearti gli spazi. Non è una cosa scontata».

ALLENATORI «Con Conte i ritmi erano alti, con Allegri ci divertivamo di più e giocavamo di più con la palla».

ALLENAMENTI«Mi divertivo, facevo un po’ lo scemo».

CONTINASSA«Mi ricordo che quando sono arrivato mi hanno fatto vedere tutto il centro ultra moderno, però fa strano lasciare Vinovo dopo 7 anni e mezzo».

CONSIGLI AI GIOVANI «Non ho mai rimproverato nessuno. Il rapporto è un po’ diverso rispetto a prima, i ragazzi adesso arrivano e sembra che sappiano un po’ tutto, anche se ovviamente hanno massimo rispetto».

ULTIMO ANNO «Ho deciso in corso dell’anno. Dal punto di vista fisico non è stata una stagione fortunata. Nel corso del tempo ho capito che era arrivata la fine. Per stare alla Juve, a questi livelli, devi stare benissimo. Finire così è stato perfetto».

RIGORE ATALANTA«Ero l’unico giocatore a non aver segnato. Non pensavo neanche che i tifosi si ricordassero che mancavo solo io all’appello. Quando sono andato sul dischetto ho pensato “Speriamo bene sennò faccio una figuraccia!”».

ADDIO «Non pensavo ad un addio così. Mi aspettavo degli applausi. Il presidente e la squadra mi hanno fatto una sorpresa straordinaria prima della partita. Quella mattina mi sono svegliato ed ero agitatissimo. Quando mi hanno chiamato è stato emozionante. Lo hanno fatto con Del Piero e Buffon ma loro sono giocatori storici. Sentirmi come loro mi ha fatto effetto: è stato un piacere e un onore. Giorno migliore non lo potevo immaginare. Mi sono reso conto di aver fatto qualcosa di importante».

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