Bellinazzo: «La scelta comune della Juve è un segnale per il paese»

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Bellinazzo: «La scelta comune della Juve è un segnale per il paese». Il giornalista sul congelamento degli stipendi bianconeri

Marco Bellinazzo, giornalista de Il Sole 24 Ore, è intervenuto negli studi di Sky Sport 24 per parlare tra le altre cose della decisione della Juve di tagliare gli stipendi dei calciatori, allenatore e dello staff.

DECISIONE JUVE – «La decisione della Juve significa grossomodo uno sconto del 25% sul monte ingaggi del club, considerando anche le imposte. È un accordo che nel calcio che verrà, quello post Covid-19, rappresenterà una pietra miliare. Il motivo è perché rappresenta un punto incontro solidaristico tra interessi delle società e dei calciatori, che spesso divergono, e a volte sono caratterizzati da egoismo. Invece questo è un elemento di condivisione della difficoltà che il mondo del calcio italiano sta attraversando attualmente, un mondo che rischia di perdere tantissimo dall’impatto economico di questa crisi. Ricordiamo che, su un’intera stagione – considerando quello che è il monte ingaggio complessivo della Serie A – un taglio del 20% degli stipendi permetterebbe alla massima serie di risparmiare più di trecento milioni di euro. Novanta solo della Juventus che ha un monte ingaggi di molto superiore alle altre squadre. L’ossigeno che dà al club bianconero questo tipo di accordo coi calciatori è essenziale, ma essenziale è che un accordo del genere ci sia anche tra gli altri club e i propri calciatori, affinché i bilanci trovino una sorta di forma di liquidità indiretta. Bisogna poi pensare anche ai problemi che ci saranno soprattutto nella prossima stagione, sento parlare tanto dei problemi di quest’anno, ma quelli veri saranno sul prossimo».

VOLONTA’ COMUNE – «Per i giocatori questa mossa è più che altro un segnale di solidarietà ed empatia verso la società, verso il paese e verso i tifosi. La cosa che mi piace, e che un po’ mi ha sorpreso di questo accordo della Juve, è proprio la volontà comune, tra giocatori, lo staff tecnico e la società di dare un segnale che va oltre il calcio. È un segnale al paese».

 

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