
In scadenza nel 2027, Bruno Fernandes è stato proposto in Italia ma lo stipendio frena i club di Serie A. Sullo sfondo resta minacciosa la pista saudita
Il futuro di Bruno Fernandes al Manchester United appare sempre più incerto. Nonostante il ruolo di capitano e una stagione passata da assoluto protagonista — condita dal premio di miglior giocatore della Premier League e dal record storico di assist in un singolo campionato —, la permanenza del portoghese a Old Trafford non è più garantita. Con un contratto in scadenza nel 2027, l’opzione per il prolungamento automatico fino al 2028 potrebbe infatti non essere esercitata dal club inglese.
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Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, gli agenti del trequartista classe 1994 si sarebbero già mossi nell’ultima sessione estiva di calciomercato per esplorare una via d’uscita. In quell’occasione sono stati effettuati sondaggi anche con Juventus e Milan, che potrebbero rimanere interlocutori interessati in vista delle prossime finestre di mercato, pur a fronte dell’ostacolo principale rappresentato dalle elevate cifre dell’ingaggio del calciatore.
Ad oggi non esiste alcun accordo tra Bruno Fernandes e il Manchester United per il rinnovo del contratto. In questo scenario di stallo prende quota la minaccia dell’Arabia Saudita: la potenza economica dei club della Saudi Pro League potrebbe rivelarsi imbattibile per le società europee, trasformando la penisola arabica nella destinazione più concreta qualora il divorzio dai Red Devils dovesse consumarsi definitivamente.