Caceres, il ritorno. Ma la difesa alla fine fa crac

Martin Caceres
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Juve-Parma segna anche il terzo esordio in maglia bianconera per Martin Caceres. Il difensore bianconero utile, dopo l’addio di Benatia, a puntellare l’emergenza in difesa

Intanto bentornato Caceres. E sia chiaro, oltre all’affetto che provo per il “pelado” di tante mie telecronache, che il difensore uruguaiano non è affatto un ripiego. Sicuramente la gestione di Benatia non é stata delle migliori. E lo dico con cognizione di causa. Ben Hur avrebbe dovuto sostituire in tutto e per tutto Bonucci, ma in appena una stagione ha rivisto rispuntare davanti al naso proprio l’ombra del numero diciannove dopo l’andata e ritorno, con sconto, da Milano. Fino ad arrivare agli ultimi malumori con mister Allegri e la conseguente richiesta di andare a svernare in Qatar.

Con un uomo in uscita, da trattenere almeno fino all’ultimo giorno di mercato se non anche fino a giugno, è stato immediatamente necessario puntare su un “usato” sicuro. E così la forbice si è ristretta su pochi nomi, aprendo il ritorno a Caceres in virtù anche di un esborso minimo per gli appena sei mesi di prestito che gli sono stati richiesti. Senza dimenticare gli infortuni di Bonucci prima e di Chiellini dopo che hanno messo Paratici e il club con le spalle al muro e con l’urgenza di scegliere quasi a colpo sicuro nel mazzo.

Senza BBC – Contro il Parma, in piena emergenza difesa e per la prima volta in assoluto senza la BBC, è toccato a Rugani e Caceres comandare il reparto. La quadratura quasi elementare di Rugani e la grinta apparentemente pacata di Caceres hanno scongiurato le insidie del primo tempo, pur concedendo in avvio una pericolosa occasione all’eterno ragazzino(!) Gervinho. Assisiti da Cancelo a destra e Spinazzola a sinistra si sono poi anche goduti, come tutti noi, il gol di Ronaldo.

Una sola frazione di gioco e per di più contro il Parma – potrà dire qualcuno – e gli spauracchi di una Juve in fase discendente dopo la sconfitta in Coppa Italia sono immediatamente scongiurati. A differenza dell’astuzia tutta sudamericana mostrata proprio da Caceres al 45°. Trattiene l’avversario e poi si lascia andare in aerea. Rigore per la Juve. Anzi no (giustamente). C’è la Var. E la nostra sportività nel riconoscerlo.

Poi nella ripresa il raddoppio di Rugani, sbucato col suo mancino dentro l’area di rigore, il gol del Parma con Barillà partito senza il dovuto controllo di Khedira dalla trequarti fino all’esplosivo colpo di testa ancora di Ronaldo e al tacco beffardo di Gervinho (su Rugani) che poi riusciva addirittura a pareggiarla a tempo scaduto. Tra i fischi e quei due punti che la Juventus regala al Napoli. Ma andatevi a rivedere dove nasce l’ingenuità. E non colpevolizziamo nessuno. Reparto difensivo compreso.