Cagni: «La Juve è inferiore a Inter, Napoli e Milan, non lotta per lo scudetto» - ESCLUSIVA
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Cagni: «La Juve è inferiore a Inter, Napoli e Milan, non lotta per lo scudetto» – ESCLUSIVA

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Cagni: «La Juve è inferiore a Inter, Napoli e Milan, non lotta per lo scudetto». L’intervista all’ex allenatore – ESCLUSIVA

Dal caso scommesse a Milan Juve fino al mercato di gennaio, il gioco di Allegri e molto altro. Luigi “Gigi” Cagni, ex allenatore di lungo corso, dice tutto in questa intervista esclusiva per Juventusnews24.

Che idea si è fatto sul caso scommesse?

«Non sembra finito a Fagioli, Tonali e Zaniolo. Non entro in merito perché le cose bisogna saperle, ma mi dispiace molto per questi ragazzi. Da giovani abbiamo sbagliato tutti e questo è un errore grave. Nessuno si preoccupa di informare e loro non si informano. Da giocatore quando firmavo il contratto mi ricordo che c’era scritto che non potevo, ad esempio, andare in scooter, giocare a tennis, fare sci nautico. Io queste cose le leggevo e sapevo che non potevo farle, oltre alle scommesse. Oggi invece ai giovani bisogna insegnare come si fa il professionista fin dai settori giovanili. Ai miei tempi si faceva, ora no. E si sbaglia. Hanno commesso una leggerezza, non sono mica delinquenti. Però un professionista deve sapere cosa vuol dire esserlo. E deve leggere il contratto che gli viene fatto il procuratore. Per me sia i procuratori che gli allenatori dei settori giovanili hanno delle responsabilità. La prima cosa da insegnare nei settori giovanili non è giocare a calcio, ma come si fa il professionista e il rispetto delle regole. Si dà tutto per scontato, ma non è così».

Passando al campo, la Juve è terza dopo 8 giornate di campionato: a cosa può ambire la squadra di Allegri?

«Come dico sempre, aspetto un po’ di partite per dare giudizi sul campionato e le squadre. Ad oggi gli organici importanti li hanno Inter, Napoli e Milan. E sono loro che si lotteranno lo scudetto. La Juve è terza con merito e, se a gennaio migliorerà il suo organico, non avendo le coppe, è giusto che lotti per un posto in Champions League. Per i bianconeri, per come sono oggi, raggiungere la qualificazione in Champions sarebbe un grande risultato».

Domenica c’è Milan Juve a San Siro. I rossoneri partono in vantaggio?

«Il Milan è la squadra che mi piace di più perché ha cambiato tanto prendendo un sacco di giocatori, ma guardandoli singolarmente sono tutti forti. Se Pioli riesce a metterli insieme in breve tempo diventerà una squadra destinata a durare nel tempo. E questo è quello che vorrebbe costruire anche Giuntoli alla Juve, ma serve pazienza. Il Milan ha grande qualità nei singoli, mentre la Juve, singolarmente, è più debole. Favoriti? No, non dò nessun favorito. Dico solo che sulla carta il Milan ha un organico più forte della Juventus. L’unico difetto dei rossoneri è il centravanti perché ha solo Giroud».

Si aspettava un inizio di stagione così importante da Chiesa e Vlahovic insieme?

«Chiesa e Vlahovic sono di qualità superiori agli altri, se se ne ferma uno la Juve non ha ricambi all’altezza se non Milik, l’unico che su cui puoi fare affidamento. E questo è un problema. Se mi aspettavo un inizio così da Chiesa e Vlahovic? Se hai giocatori bravi tecnicamente non è difficile metterli insieme in campo, posso assicurarlo. La prima dote è essere bravi».

Per Cagni Allegri riuscirà a migliorare il gioco della Juve durante la stagione?

«Io sono tra quelli che pensano che le partite le vincano i giocatori e non il sistema di gioco. Se ho bravi giocatori posso fare e variare sistemi di gioco. Se non li ho, non è che posso inventare qualcosa di particolare. E quindi mi devo adattare, un po’ come sta facendo Allegri. Stiamo parlando della Juventus che un tempo aveva giocatori come Del Piero e Chiellini. E che ora non ha più. Ora ci sono dei giovani, magari di qualità come Miretti, ma sono comunque giovani. Questa Juve non può competere con squadre che hanno organici di 22-23 giocatori tutti dello stesso livello, come li aveva la Juve fino a qualche anno fa. I miracoli non può farli dopo quel è successo ai bianconeri a livello economico».

Oltre a Fagioli la Juve perde anche Pogba. Un giudizio sulla situazione del francese?

«E’ stato un errore anche della società. Si ritorna al discorso fatto prima per Fagioli e gli altri. Pogba, con i problemi al ginocchio che aveva, è andato in vacanza in montagna l’inverno scorso. Una cosa così non si poteva permettere, visto che lui non si è nemmeno operato all’inizio perché voleva andare al Mondiale. Ha portato avanti questo infortunio per mesi, non giocando. E allora torniamo al discorso dei diritti e doveri. Le società devono imparare a pretendere i diritti che hanno, perché le regole vanno rispettate da parte dei giocatori. Ma i giocatori, le regole, devono conoscerle. E invece spesso non le sanno… L’allenatore non dovrebe pensare a questo cose, perché dovrebbe dare per sconrato che dal settore giovanile ai giocatori insegnano le regole, così che appena arrivano in prima squadra dovrebbero sapere già tutto. E invece non sanno niente».

Del Piero è stato osannato dai tifosi al Together a Black and White Show. Vede possibile un suo ritorno alla Juve?

«Io ho fatto per 30 anni l’allenatore e ogni ruolo va conosciuto. Non ho mai fatto il dirigente e non so se Del Piero potrà servire alla Juve in queste vesti. Non ho veramente un’idea».

Dal mercato di gennaio cosa arriverà per Allegri?

«Ho letto le sue parole al Festival dello Sport a Trento e basta leggere la sua intervista per capire cosa farà. Io lo stimo perché ha dimostrato sul campo di essere bravo: in 8 anni al Napoli ha fatto di tutto e di più sbagliando quasi niente se non niente. E quindi va seguito quel che dice perché è uno dei più forti direttori che ci sono in Europa. E lui ha detto che gennaio la Juve vedrà quel che potrà investire, senza fare grandi cose. Giuntoli ha detto giusto, ci vuole tempo per ricostruire».

Si parla di un possibile ritorno di Soulé a gennaio visto che sta facendo bene al Frosinone…

«Adesso appena uno fa 2-3 partite belle in Italia è pronto per qualsiasi squadra. Non dico che Soulé non sia bravo, ma è la stessa giocare al Frosinone o alla Juventus. Io mi auguro che ce la faccia, ma prima di tutto ai giovani bisogna insegnare il mestiere. Non è la tattica che vince le partite, ma i giocatori, gli uomini. Questo insegnamento manca perché non ne parla nessuno, preferendo discutere di numeri e tattiche…».

Si ringrazia Luigi Cagni per la cortesia e la disponibilità mostrate in occasione di questa intervista

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